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giovedì 31 dicembre 2020

Gravy di Natale

Come accennavo nel post scorso, per il pranzo di Natale di soli conviventi mi sono cimentata in una sorta di arrosto alla Wellington. È venuto ok, buono, ma senza infamia e senza lode, quindi non si merita questo post. 
Quella che invece mi è venuta benissimo, tanto che sono giorni che me ne vanto, è la "gravy" che ho fatto per accompagnarlo. Veramente buona! Ottima per accompagnare non solo l'arrosto, ma anche le patate al forno. Fatta seguendo una ricetta scozzese volta al risparmio che ho trovato su questo sito
Quindi ecco qui la ricetta, con le mie annotazioni e modifiche (come se fossi una cuoca navigata). Aggiungo anche che come piatto si presta bene ad essere modificato, ci si può aggiungere/togliere cose a seconda dei propri gusti.

Ingredienti:
  • 2 cipolle grandicelle
  • 3 dadi da cucina - del tipo che preferite, di carne, di verdura, di umano, in questa occasione io ho usato quelli di verdure
  • 35 gr di marmellata di mirtilli rossi - purtroppo non ne avevo, quindi ho usato quella di lamponi e sinceramente ne ho messa un po' a caso, circa due cucchiai da cucina. Direi che va bene uguale e sinceramente ce ne sarebbe stata bene anche di più. Oltre che a metterla in questa ricetta consiglio di usare la marmellata anche come ulteriore accompagnamento, sulle patate arrosto è buonissima! 
  • 30 gr di farina - qui non c'è molto da dire
  • 40 gr di "soft spread" - questo non siamo ancora riusciti a capire cosa sia esattamente, direi della roba spalmabile tipo formaggio, ma manco mia sorella che in Scozia ci ha abitato continuativamente quasi due anni l'aveva mai sentito nominare. Quindi non l'abbiamo messo e nemmeno abbiamo messo un'alternativa, ma dato il risultato direi che se ne può anche fare a meno
  • un pizzico di erbe essiccate miste - non avevo una roba simile già pronta in casa, quindi ho fatto io un mix con quelle che avevo in cucina. Ho messo un pizzico di origano, un po' di rosmarino tritato al momento, aglio in polvere e noce moscata. Non ricordo se ho messo anche il timo, ma tanto con le erbe si può essere abbastanza elastici e andare a sentimento. Ho però usato quantità a caso, quindi immagino che non mi verrà mai più buona come questa volta. 

Procedimento:

Pelare le cipolle, tagliuzzarle un po', buttarle insieme a tutti gli altri  ingredienti in un tritatutto e frullare per bene, aggiungendo anche 300 ml di acqua fredda. 

Appunto personale: dopo attente riflessioni direi che nulla vieta di preparare un brodo (magari con le verdure fresche anziché i dadi) e usare direttamente 300 ml di quello raffreddato (in questo caso senza mettere i dadi nel frullatore però). Questo metodo dei dadi frullati è ottimo per non stare a preparare il brodo apposta, ma se magari già se ne sta cucinando per, che so io, i tortellini, allora tanto vale farne 300 ml in più da usare per la gravy.

Una volta frullato tutto per bene, in modo che sia perfettamente liscio, mettere in una sorta di casseruola/padella dal fondo spesso e portare a ebollizione. A questo punto abbassare la fiamma al minimo e lasciare cuocere per circa 40 minuti mescolando di tanto in tanto. La ricetta non ne faceva menzione, ma io ho aggiustato anche di sale e pepe.

La consistenza può essere più o meno densa a seconda del proprio piacere personale, se dovesse essere poco liquida si può aggiungere un po' d'acqua, al contrario basta lasciare addensare per più tempo. Un'altra cosa che viene quasi sempre aggiunta a questo tipo di salsa è il grasso in eccesso dell'arrosto, secondo me dovrebbe starci bene anche il grasso del brodo di carne. Però non ho provato nessuno dei due, magari in un'altra occasione. 

A presentarsi ha un colorito non propriamente bello, ma compensa con il sapore. 
Questa ricetta dovrebbe essere per quattro persone, ma sinceramente me ne è venuta una sbaraccata, comunque resta molto buona e gustosa anche riscaldata il giorno dopo. 

Questo è l'arrosto alla wellington con le patate,
nella salsiera alle sue spalle la gravy

venerdì 25 dicembre 2015

Buone Feste Festose

Post veloce per augurare a tutti buon Natale!
Come avrete notato sto di nuovo trascurando il blog (sigh), si accumulano nelle bozze i post che vorrei prima o poi pubblicare, tra cui quello dedicato al concerto dei Foo Fighters, riguardo al quale sto incontrando un po' di difficoltà. Non per colpa sua, il concerto in se è stato strepitoso, ma quella stessa sera ci sono stati i terribili attentati a Parigi ed è stato veramente uno shock, appena usciti dal palazzetto, apprendere quello che stava accadendo. Oltre la preoccupazione per gli amici che sapevo essere là. Per cui faccio un po' fatica a dissociare le due cose e la mia mente non riesce a catalogare il concerto nella categoria "ricordi felici".
Ad ogni modo questo voleva essere un post di buone feste, al momento sono a casa di nonna e fra qualche ora verrò maledetta da tutto il parentame per non aver preparato i miei tradizionali omini di pan di zenzero. Quest'anno proprio non ce l'ho fatta a cucinarli. Spero si consolino con quelli cioccolato e cannella, che invece non mancano.
Le abbuffate sono già iniziate alla grande ieri sera a casa degli zii, mio cugino ci ha reso tutti felici preparando la clam chowder, piatto tipico del New England, che ha avuto modo di conoscere quando è stato là a settembre. Una roba buonissima! Ne avrei preso volentieri un secondo piatto, se solo avessi avuto spazio nello stomaco. E dopo sushi, "pizzette" al salmone, tartine di acciughe e spaghetti al tonno di spazio non c'è n'era davvero più! A parte un angolino piccolissimo riservato al panettone con cipolla candita. Può far storcere il naso, ma è abbastanza buono. Anche se devo ammettere di preferire il panettone classico con uvette e canditi.
Fra poco invece ci diamo dentro con il pranzo di Natale e poi, brilli e in stato confusionale per il troppo cibo, come sempre noi cugini ci sfideremo in sanguinose partite a taboo. In realtà poi non così sanguinose, a patto di non far giocare mio zio, che sarebbe capace di far saltare i nervi ad un monaco tibetano.



Data la monotematicità dei miei ultimi post sarebbe stato sensato postare il brano natalizio dei Fratellis, ma quella canzone è tremenda ed inascoltabile (oh, una canzone davvero brutta dovranno averla pure loro!), così vi ho messo i Darkness, che tra poco meno di un mese suonano qui a Bologna ed io ho già il biglietto :D E, da quel che ho potuto vedere da quando è entrato a far parte del gruppo, Rufus Taylor è fuori come un balcone, come suo padre.

ps. applausi a me che ho son riuscita a scrivere e pubblicare questo post con il solo utilizzo dell'iPhone

mercoledì 24 dicembre 2014

Voglio ricordarti così!

Ecco la mia opera di ingegneria edile decorata con caramelle Ikea e smarties.

Sì, è un po' storta, ma è anche la prima volta che ne faccio una
La glassa è un po' sbavata in alcuni punti, la nuova siringa per decorazioni è fenomenale, ma nella confezione non era allegata anche l'abilità decorativo e la mano ferma. E soprattutto la capacità a dosare bene gli ingredienti della glassa, che mi viene sempre un po' troppo liquida, mannaggia.
La voglio ricordare così come è nella foto, purtroppo è molto traballante e temo crolli non appena cercherò di muoverla. E non solo devo spostarla, ma portarla fino a casa di nonna, ho idea che domani a pranzo mangeremo macerie di pan di zenzero. 

giovedì 24 aprile 2014

Liegi

La mia cugina più grande frequenta l'università in Belgio, a Liegi per essere più precisi.
Mia sorella ed io, da brave cugine amorevoli quali siamo (e circuite dalla prospettiva di un alloggio gratis) siamo andate a trovarla circa un mesetto fa. 
Il viaggio in se è andato bene a parte la mia inevitabile ansia per gli aerei che ancora non son riuscita a farmeli piacere. E comunque non è che la Ryanair ti aiuti molto in quel senso se quando atterra fa partire la musica della vittoria e ti saluta con parole che non ricordo, ma che suonavano molto come "anche questa volta siamo riusciti ad atterrare sani e salvi, woohoo!". Siamo state brave anche con i trasporti a terra, tra autobus e treni siamo giunte a Liegi senza sbagliare strada. Anche perché se sbagliavamo strada a Liegi mica ci arrivavamo.

Ecco Liegi!
Anche la permanenza è andata di lusso, abbiamo beccato un tempo bellissimo e faceva pure un discreto caldo, mia cugina poi ci aveva organizzato le giornate con grande cura e buona parte del suo programma prevedeva cose fiche come il mangiare e il bere.
La sera del nostro arrivo, optando per una cosa tranquilla da far fare alle nostre membra stanche, ci ha portato al ristorante a gustare la specialità di Liegi: les boulets a la liegeoise. Sono una roba strabuona, tornerei là solo per mangiarne un altro piatto. In pratica sono polpette di carne cotte nella birra e servite con una salsa a base di uvette e prugne. Il tutto accompagnato da ciotolona di patate fritte e birra, altre due specialità del posto. La birra lì costa pochissimo, molto meno dell'acqua, ho perso il conto di quante ce ne siamo scolate durante la nostra permanenza! Da povare se si è in zona la "pecheresse", birra del luogo al sapore di pesca. 
Sempre in tema cibo nei giorni seguenti ci siamo gustate il gauffre originale, il peket (altra bevanda tipica) e le crepe fatte come dio comanda, mica quei surrogati che qui in Italia vendono alle bancarelle delle fiere. Ma l'abbuffata vera e propria l'abbiamo fatta domenica mattina: colazione belga a base di cornetti, pane, burro, marmellate varie e quattro tipi di cioccolato spalmabile *_* 
Grande assente la peche au tonneau, di cui nostra cugina ci aveva parlato tanto, ma che non abbiamo trovato non essendo stagione di pesche. Vorrà dire che faremo un'altra capatina a trovarla in un periodo più consono.
Oltre a mangiare abbiamo passato il tempo visitando Liegi, che è una cittadina molto carina, non avrà chisssà quali monumenti (a parte il Perron per cui tutti vanno pazzi e la statua di Simenon), ma ha degli scorci unici ed un bellissimo parco cittadino sulle rive del Mosa. Molto carina anche l'università, situata fuori città in mezzo al verde e assolutamente da vedere la bellissima stazione di Guillemins, progettata dall'architetto catalano Santiago Calatrava.
Altra "attrazione" turistica è un quadrato nel centro città pedonalizzato con sopra scritto quadrato. Tu lo vedi e dici "embè?", poi ti spiegano che quello è il centro del "Le Carré", un quadrato di strade parallele e perpendicolari piene di locali di tutti i tipi che la sera, specialmente il venerdì ed il sabato, si anima fino a notte fonda. Se si passa da Liegi un'uscita serale per il carré è d'obbligo! Noi non abbiamo girato tutti i locali ovviamente, solo alcuni, ma il più particolare ed interessante è sicuramente il "Pot Au Lait", locale che non saprei se definire tra kitsch, bohemien, dark, eclettico, ma anche un po' blasfemo. Unica sua pecca è che non vi servono cibo. Ma ti consoli con la birra e l'atmosfera.

Alcune foto del Pot Au Lait
Una giornata l'abbiamo trascorsa visitando Maastricht in Olanda, a soli trenta minuti di treno da Liegi. Città interessante, più che altro incentrata sullo shopping da quello che abbiamo visto, ma con molti locali lungo il fiume e una bellissima libreria allestita all'interno di una cattedrale sconsacrata. Non so se perché era domenica o cosa, ma la città era un tripudio di olandesi ubriachi che cantavano. A detta di mia sorella, che ha soggiornato in Olanda qualche estate fa, bere è un'attività che gli olandesi svolgono con piacere fin dalla mattina.
A Maastricht ho giocato a biglie con 'sti tizi. Hanno vinto loro, non c'è stato verso di batterli, erano dei veri duri!
Siamo state a Liegi solo un fine settimana, ma abbiamo avuto modo di fare tante cose e divertirci molto, sparando ogni tanto qualche idiozia e ridendo per cose sceme che vedevamo in giro. Ci han fatto molto divertire vedere una pizzeria chiamata "Tortellino" (mi sa che lì han le idee un po' confuse) e il ristorante "Pomodoro Romano", ma in questo caso eravamo reduci da una serata al Carré, quindi non del tutto lucide.
Ogni occasione è buona per fare le idiote!
Anche la frequentazione della popolazione locale è stata piacevole, i belgi sono molto amichevoli, sempre sorridenti e pronti a venirti incontro se hai problemi con la lingua.
Piccola curiosità: alle macchinette automatiche trovi come di consuesto caffè, cappuccino, cioccolato eccetera, ma non il tè (o bevanda al gusto di tè, come di solito è chiamata). Al suo posto però c'è la minestra calda al pomodoro! Oh, io l'ho presa, voglio dire, quando mai ti ricapita di poter prendere minestra calda alle macchinette mentre aspetti il treno? E devo ammettere che non era nemmno male!

A Liegi hanno qualche problema con i piccioni...

mercoledì 19 dicembre 2012

Essendo tante le cose da fare alle terme mi vado a trastullare

Il signor Pietro d'Abano
medico nel 1250 e filosofo nel 1315
Il mio pensiero di oggi è quale delle due nuove ricette di biscotti fare per il natale di quest'anno o se in alternativa farle entrambe, se aggiungerci anche i classici biscotti alla cannella o se per un una volta farne a meno. Quel che è certo è che non ci saranno omini di pan di zenzero a rallegrare il desco, personalizzarli con la glassa richiede più tempo di quello che ho.

Il fine settimana scorso, in previsione di questo periodo laborioso, sono andata a rilassarmi ad Abano Terme e a quanto pare mi sono rilassata anche troppo visto che mi sono portata a casa una sonnolenza cronica.

L'albergo non era male, un po' troppo raffinato e ricercato per i miei gusti, proprio a voler trovare il pelo nell'uovo. Che poi, dell'albergo te ne frega relativamente quando passi le giornate a mollo nell'acqua calda della piscina all'aperto beato come nemmeno un macaco giapponese o dentro il bagno turco e la sauna finlandese. Giusto potevano pensare a fare una stanza relax un pelino più ampia che sei lettini per un albergo di trecento e passa stanze non si è mai visto nemmeno nelle visioni di un ubriaco.

Cibo buono, nulla di particolarmente eclatante, ma sempre gustoso e abbondante. Il piatto migliore è stato un antipasto di uova sode con salsa rosa e insalata russa, che da brava copiona probabilmente proporrò per la cena buffet della vigilia a casa degli zii.

Statua di un cavaliere in posa sexy posizionata sul bancone della reception
Nello scrivere su questo blog son sempre stata fissata su certi argomenti, come ormai avrete notato i miei temi più gettonati sembrano essere danza del ventre, film che mi sono piaciuti, Game of Thrones/cronache del ghiaccio e del fuoco, Roger Taylor, cibo incontrato, coppetta e anche qualcos'altro che ora però mi sfugge. Già in questo post ho iniziato ad essere monotematica parlando del cibo, concludo di esserlo elogiando una volta ancora la coppetta che mi ha permesso di godermi appieno le terme come se il ciclo non lo avessi. Ah, sono anche diventata pro nel vuotarla, sono   lodevolmente riuscita a compiere l'impresa in un lercissimo bagno di un altrettanto lercio treno super traballante, fuck yeah!

domenica 3 giugno 2012

Oggi mi son data alla cucina, per festeggiare il compleanno della mamma mi sono cimentata per la prima volta nella preparazione del pollo al curry. Devo ammettere che non è venuto male,  non è stato nemmeno troppo difficile da preparare, giusto un po' di tribolazione nel tagliare il pollo (il macellaio aveva solo polli interi da vendermi).
A far da compagnia al pollo sulla tavola fave e pecorino, peperoni tirati in padella, torta di panna e frutta e una bottiglia di Chianti. Mi sono accorta troppo tardi dell'assenza nella dispensa del riso basmati, con cui andrebbe accompagnato il pollo, per cui abbiamo fatto senza.
Nel pomeriggio mi sono dedicata all'henné, sta diventando sempre più complicato applicarlo, al momento ho i capelli che mi arrivano leggermente sotto le scapole, ma ho intenzione di farli crescere almeno fino al fondoschiena e non ho proprio idea di come farò a continuare ad usare l'henné con tali lunghezze.
Domani gran giorno, alla sera saremo sul palco di Sasso con il saggio di danza di quest'anno. Non sono quasi per niente in ansia, probabilmente perché nel nuovo balletto non devo guidare il gruppo (a parte qualche secondo verso l'inizio) e un po' perché essendo la musica molto lenta ho più tempo per pensare ai passi da fare. L'unico timore è che mi prendano fuoco i capelli, dovesse succedere almeno non dovrò più preoccuparmi su come applicare l'henné:

mercoledì 28 marzo 2012

Femmine del Serraglio

Non ho avuto granché tempo per occuparmi dell'aggiornamento del blog ultimamente, come già raccontavo nel post scorso marzo è stato (ed è ancora) un mese ricco di impegni.
In particolar modo lo è stato la settimana scorsa, passata quasi quotidianamente a Cento per le prove de L'Italiana in Algeri, andata in scena sabato sera. Bisognoso di alcune comparse che interpetassero le odalische (o, come scritto nell'elenco interpreti, "femmine del serraglio"), il nostro amico regista ha deciso di reclutare delle vere (più o meno) danzatrici del ventre, ovvero me, Laura e mia sorella. Inizialmente il nostro ruolo era semplicemente ballare sullo sfondo in un paio di scene, poi il compito si è ampliato e ci siamo ritrovate a fare un po' di tutto. 
Di sicuro è stata un'attività impegnativa e stancante, con anche un momento di profondo sconforto prima delle prove generali bisogna ammettere, ma più che altro si è trattata di una bellissima esperienza, pure parecchio interessante e divertente. Gli attori poi sono praticamente tutti molto simpatici, sempre  carinissimi e disponibili nei nostri confronti. Tra l'altro è tutta gente parecchio esperta (se avete pensato fosse roba amatoriale solo perché hanno scelto gente come noi, beh, vi siete sbagliati di grosso!), a cercare il loro nomi su internet vengono fuori delle robe da farci sentire indegne di aver condiviso lo stesso palco.
Insomma, un'esperienza decisamente degna di essere fatta, del resto non capita tutti i giorni l'occasione di prendere parte alla messa in scena di un'opera! Io poi non ero mai nemmeno salita sul palco di un teatro prima d'ora, esclusione fatta per le recite di fine anno alla scuola media (sempre si possa definire "palco" quella cosa che c'è al teatro di Savigno) e il saggio di danza eseguito davanti ad un pubblico prevalentemente di amici e parenti. E poi volete mettere l'ebbrezza di trovare il proprio camerino invaso dall'intero coro in mutande? :P 
Sabato prossimo abbiamo la replica a Budrio, nel frattempo ecco qua la recensione dello spettacolo 

Ecco l'autore, il signor Rossini.
Gli hanno anche intitolato una pizza, che credo sia uno dei più grandi onori che si possano ricevere

domenica 19 febbraio 2012

La minestra sulla finestra

Va bene tenere i cibi fuori dalla finestra per mantenerli al fresco... ma il passato di verdure mi sa che si è mantenuto un po' troppo fresco!



giovedì 29 dicembre 2011

Natale Biscottato

Dopo l'excursus a casa nostra del natale passato, quest'anno abbiamo ripreso le antiche tradizioni festeggiando la vigilia dagli zii e il natale dalla nonna, per poi andare a trovare il lato paterno della famiglia il giorno di Santo Stefano.

i segnaposto creati dalla mia cuginetta
Come sempre cibo a volontà, da parte mia ho contribuito portando montagne su montagne di biscotti, quelli al cioccolato e cannella come regalo e gli omini di pan di zenzero come decorazione per la tavola del pranzo di Natale.
Tra un pranzo e l'altro bei momenti in compagnia della famiglia, svago, relax e cretinate con i cugini e inevitabilmente anche un po' di malinconia per l'assenza di coloro che non ci sono più.

regali sotto l'albero a casa della nonna
Tra scartamenti di regali, sparatorie cartacee, divoramenti di mandarini (e non solo) e cugini che da piccoli facevano i bersaglieri, abbiamo anche trovato il tempo di andarcene al cinema a vedere il secondo Sherlock Holmes. Non male, non di certo un capolavoro e pure un po' tamarro, ma divertente e avvincente quanto basta per passare un paio d'ore di svago senza però essere costretti a decerebrarsi. Di certo la presenza di bravi attori ha aiutato.

gli omini decorativi... poi sbranati con allegria
Per qualche oscura congiunzione astrale non ho incontrato nessun panettone, solo pandori. A parte quello con gocce di cioccolato, ma se non ha i canditi per me è solo uno pseudo-panettone (sempre gradito però). 
Regali più che soddisfacenti e mi sembra siano stati graditi anche quelli fatti da parte mia. In particolar modo i biscotti alla cannella, pare siano venuti meglio del solito visto che tutti mi chiedono quale sia l'ingrediente segreto. Giuro che non ne ho idea, ho usato la solita ricetta che uso sempre, la stessa che postai qui sul blog l'anno scorso. Casualità, probabilmente :)

regali ricevuti

domenica 30 ottobre 2011

Matrimonio... e annesso pranzo di nozze

Ultimamente non ho dato molti segni vita sul blog, sono stata poco in casa e in quelle poche occasione non avevo voglia di stare su internet. Peccato perché in realtà cose da scrivere ne avevo anche, alcune le tengo di riserva per i prossimi post, altre a forza di rimandarne la pubblicazione non hanno più molto senso di esistere.
Tra le cose più eclatanti successemi negli ultimi giorni c'è il matrimonio di Marina e Antonio*, celebrato proprio ieri.
Davvero un bel matrimonio, semplice, senza molte pretese né troppi fronzoli, ma al contempo molto fine.
Cerimonia veloce in comune, lancio del bouquet da cui tutte cercavamo di fuggire (tranne quella che l'ha preso) e lancio di riso fregato tutto a mia cugina piccola che è stata l'unica ad avere avuto la perspicacia di portarlo. Molta carina l'idea delle bomboniere: a ogni invitato è stato dato un recipiente vuoto da riempire da soli attingendo da ceste di confetti di gusti diversi. Io ho saltato senza esitazione quelli al cocco e abbondato con quelli al cioccolato.
Pranzo di Nozze a Casa Artusi a Forlimpopoli, città natale di mia sorella Pellegrino Artusi per l'appunto. Come potete immaginare abbiamo mangiato benissimo, troppo abbondantemente forse, ma del resto che pranzo di nozze sarebbe se non si mangiasse fino a scoppiare?

La sala da pranzo poco prima che venisse invasa da gente affamata
Prima portata una buonissima zuppetta di benvenuto, a seguire quella che a mio parere è stato il piatto migliore, lo sformato di funghi porcini su fonduta di parmigiano con crostino di capperi. Era buonissimo *_* La minestra di passatelli non era male (forse un po' troppo salata), ma non essendo una gran amante dei passatelli li ho ceduti a mio padre, tenendomi così un po' di spazio libero per le portate seguenti. Le tagliatelle al ragù non mi hanno convinto del tutto, questo perché sono stata cresciuta e viziata con il ragù della nonna e nulla e nessuno potranno mai rendere un ragù buono quanto il suo. Invece gli gnocchi di pane con fagioli dell'occhio e lardo di Mora Romagnola erano ottimi, ma in quanto quinta portata sono risultati pesantissimi e mi hanno impedito di gustare al meglio l'ultimo piatto, il filetto di porcellino con foglia di alloro e passata di funghi porcini con contorno di patate al forno. Era squisito, purtroppo dopo due bocconi ho dovuto lasciarlo lì, non riuscivo davvero ad ingerire più nulla. Fortunatamente la torta nuziale non è stata servita immediatamente e abbiamo avuto il tempo di riprenderci un pochino, ma ero ancora così stravolta che non son riuscita a capire esattamente di cosa fosse fatta. C'era della panna e della crema, mi sembra.
Per finire foto di rito, saluti e congratulazioni agli sposi e due (ma proprio due) passi nel centro di Forlimpopoli per sgranchirsi le gambe e cercar di digerire un po'. Fortunatamente è stata una giornata di bel tempo e nemmeno troppo fredda, giusto un po' troppo umida per i miei gusti: avevo i capelli decenti quando sono uscita di casa, ma tempo di arrivare in comune si sono arruffati tutti. E non avevo nemmeno una bella cera, colpa del poco sonno a causa del mal di gola e dell'influenza alle porte. Almeno non ho avuto la febbre come ho rischiato di avere (venerdì ero uno straccio) e come è invece purtroppo capitato a mia cugina: tutta la giornata con trentotto di febbre, poveretta! 

La torta. E i confetti.
Non ho poi mai raccontato come è andata a finire la caccia al vestito. Dopo un paio di prove infruttuose in altrettanti negozi del centro sono andata da Sumo e lì ho trovato l'abito giusto, un po' troppo sbracciato a dire il vero, ma ho rimediato con un golfino/coprispalle che avevo in casa.

*Antonio è lo stesso Antonio che ci servì il tacchino ripieno al pranzo di Natale di tre anni fa, tacchino che ogni tanto rammento con amore e salivazione eccessiva, motivo per cui lo sposo gode della mia più profonda stima e riconoscenza. Come avrete capito per rendermi una fedele seguace e/o adepta basta prendermi per la gola.

lunedì 8 agosto 2011

Pace Dei Sensi

Per la cena di questa sera cambio di contesto dall'Argentina all'India.
Ad allietare l'atmosfera in questa occasione niente pianoforte, ma sitar ed altri strumenti indiani, una compagnia ancor più piacevole e naturalmente differenti ingredienti. 
Il mio palato ha potuto godere della gustosità di pollo tandoori, tikka e alla menta; pane naan, ceci piccanti, patate con anacardi, riso basmati, budino di carote, dolce di riso, birra indiana, salsine piccanti, spezie saporite, semi di sandalo... tutta questa ricchezza di sapori penetranti e coinvolgenti più che appagarti ti fa davvero raggiungere la pace dei sensi *_*

Il responsabile di tutto ciò è il ristorante Baba Masala di via Broccaindosso 79 a Bologna. Decisamente promosso a pieni voti! 

domenica 7 agosto 2011

A volte basta solo un po' di buon cibo nel giusto contesto per stare bene

Ritornata or ora da una cena argentina.
Stomaco ben rimpinzato di empanadas, carne alla griglia e biscotti farciti con dulce de leche; mente piacevolmente annebbiata dal liquore spagnolo, orecchie cullate da aggraziate note di pianoforte, animo ristorato da una piacevole compagnia... mi sento davvero appagata e in pace con il mondo.

venerdì 29 aprile 2011

Acquisti Vari

E dopo mesi di attesa... finalmente all'Ikea è tornata la teglia per muffin!!!
Tutta questa smania di prenderla all'Ikea non è data da una sorta di fedeltà verso il negozio, è solo l'unico posto dove l'abbia trovata con dodici buchi.
Inaugurata subito ieri pomeriggio. Nonostante i casini combinati con l'impasto (il burro e le uova non volevano saperne di amalgamarsi) e di conseguenza i circa due secoli impiegati per prepararli, i muffin alle gocce di cioccolato non sono venuti troppo male, giusto la calotta un po' spiattellata, li ho mangiati oggi a colazione ed erano pure buoni.
La ricetta l'ho presa da GialloZafferano, ma occhio che le quantità indicate sono esagerate, mi è saltato fuori un impasto assai abbondante, tanto che oltre i muffin ci ho ricavato anche una ciambella.

Sì, sono undici... uno è stato mangiato anzitempo o è semplicemente invisibile?
Tanto per restare in tema di acquisti, ieri che finalmente avevo un po' di tempo la mia intenzione era di andare da Popolini a comprare quella benedetta coppetta mestruale, la cui ricerca comincia ad assomigliare a quella del sacro Graal. Bene, la sera prima non mi son venute le mestruazioni con dieci giorni di anticipo? Ho passato un quarto d'ora in bagno a sclerare e maledire qualsiasi cosa, con toni e vocaboli da turbare un diavolo.
Se non altro il lato positivo è che a 'sto punto non dovrebbero più venirmi per il saggio di danza, sempre che la prossima volta non abbia dieci giorni di ritardo eh, ma in teoria un ritardo di tali proporzioni è una circostanza che non mi capita più da anni. E' anche vero che in teoria non ho mai avuto anticipi, una sola unica volta tanti e tanti anni fa, ma evidentemente tutto è possibile. Ma se proprio devono capitare cose improbabili allora preferirei capitassero cose più simpatiche, tipo che so, vinco una sbaraccata di soldi, inventano il teletrasporto, mi aprono un cinema economico sotto casa che proietta solo film che voglio vedere e non in 3D, Roger Taylor decide che è giunto il momento di fare un concerto gratuito a Savigno (la scelta di tale location sarebbe però segno di gravi squilibri mentali), domani mattina mi alzo e mi riesce impeccabilmente la vibrazione, Gigi D'Alessio fa voto di silenzio e altre cose simili.
In compenso la settimana scorsa grazie ai punti sconto Feltrinelli ho potuto acquistare cose interessanti senza dover mettere mano al portafogli, se non per estrarne la tessera socio. 

Avrei potuto fare la foto fica con pure i dischi in primo piano, ma richiedeva troppo tempo e troppo impegno
Moon in dvd Blu-ray perché son super fissata con questo film. E soprattutto perché merita. E poi, diciamo la verità, quella che avevo non era proprio una copia canonica, ecco. E infatti come punizione aveva il fastidioso difetto di squadrettare quando gli girava male e soprattutto di non avere la traccia audio originale! Difetto imperdonabile. 
Fino a poche settimane fa approfittavo del passaggio televisivo di Sky per vederlo in originale (per qualche ragione passava su sky passion... mah), ma ora il periodo di prova a cinema è scaduto e soprattutto non credo trasmetteranno Moon all'infinito. In più nel dvd ci sono interessanti contenuti speciali che purtroppo non ho ancora avuto tempo di vedere, mannaggia alle altre cose che ho dovuto fare. 
Wasting Light ha il grande pregio di essere in una custodia di cartone anziché in una delle solite orrende e fragilissime scatole di plastica. 
E insieme al disco è incluso un pezzo di nastro del master originale delle registrazioni, non che serva a granché, ma ha la sua dose di fascino. Sempre per colpa delle mille cose avute da fare in quest'ultime settimane non ho potuto dedicargli molti ascolti, più che altro l'ho ascoltato in viaggio durante le vacanze pasquali, però devo dire che mi sta piacendo parecchio.
Le mie tracce favorite preferite sono Dear Rosemary, Arlandria, Rope e Back & Forth, brani che proprio non mi piacciono direi che non ce ne sono, giusto Bridge Burning e White Limo sono quelle che mi entusiasmano meno al momento.
Come ultima cosa nella lista di acquisti recenti, sempre all'Ikea, i set di specchi da mettere sull'esterno anta dell'armadio, così finalmente potrò esercitarmi nella danza del ventre e al contempo ammirare le orrende smorfie di concentrazione che mi saltano fuori.
Non so se siano peggio quelle o il falso sorriso posticcio che rende la mia espressione simile alla foto qui sotto.

mercoledì 2 febbraio 2011

2 Febbraio, il giorno delle crêpe


In Francia il 2 febbraio si celebra il giorno delle crêpe.
La Candelora, è il giorno delle crêpe. E’ anche una festa cristiana che celebra la presentazione di Gesù al Tempio. La tradizione delle crêpe si deve a un papa, del V secolo, che avrebbe fatto distribuire delle crêpe ai pellegrini giunti a Roma in tale data. Le origini di questa festa dunque sono molto antiche. Molto più antiche della festa cristiana.
Nella Roma antica, la festa dei Lupercali veniva celebrata in tutto l’Impero e aveva luogo nel mese di febbraio, corrispondente alla fine dell’anno romano, che cominciava il 1° marzo. Un capro veniva sacrificato nella grotta del Lupercale (ai piedi del monte Palatino) dove, secondo la leggenda, la lupa aveva allattato Romolo e Remo…
Nel corso del Medio Evo, quindi la Chiesa sostituì con la propria festa quella dei Lupercali, per celebrare la Presentazione di Gesù al tempio. La tradizione richiedeva che nelle chiese, a mezzanotte, venissero accese delle candele, simbolo di purificazione, per ricordare che il Cristo è la luce del mondo. I cristiani quindi riportavano queste candele a casa loro per proteggere la propria famiglia. Il nome francese di questa festa diventata laica, la Candelora, ricorda quindi le sue lontane origini: la festa candelarum o festa delle candele.
Purificazione, fertilità, nascita e ultima festa del ciclo natalizio… le crêpe riassumono tutti questi simboli. Farle saltare alla luce delle candele – con una moneta d’oro, un franco o un euro in mano – è una promessa di prosperità per il nuovo anno.
Le mie preferite sono quelle salate. Non che disdegni quelle dolci però!

giovedì 30 dicembre 2010

Una spensierata giornata insensata

Oggi sono uscita a fare rifornimento di cibo, in previsione del cenone di domani sera. Non che mi servisse chissà quanta roba a dire il vero, siamo giusto in quattro (me compresa) se tutto va bene, dal momento che due sono in procinto di essere risucchiate dal vortice dalla malattia. Anzi, diciamo tre, ci sono anch'io, ieri avevo la febbre e oggi ho la super tosse, che non è un super eroe, ma una super scocciatura.
All'Esselunga c'era un bordello pazzesco, tutti lì per il mio stesso motivo immagino, c'era perfino un tipo che bestemmiava contro il divieto di uso di sportine di plastica sostenendo che questo provvedimento  farà come minimo regredire la nostra civiltà di almeno cinquant'anni (evidentemente 'sto qui ha brindato al nuovo anno in anticipo). 
Ma la cosa più presente all'Esselunga era il caldo, c'era davvero tanto caldo, così tanto che la mia povera gola è diventata tutto un prurito facendomi tossire come se fumassi dieci pacchetti l'ora. 
Sinceramente non capisco perché i negozi debbano tenere il riscaldamento talmente alto.
E la temperatura dev'essere alta parecchio, li vedi i commessi belli disinvolti in maniche di camicia o addirittura a maniche corte, il top del controsenso poi è quando tengono le porte del negozio aperte per fare entrare un po' di fresco. Ma abbassate, no? Se han freddo i commessi si metteranno un maglioncino, come fanno le persone normali in inverno.
Che poi, non è che io cliente ogni volta che entro mi metto in costume da bagno, bene o male mi tengo il cappotto e finisco per fare i sughi, poi esco e mi becco la broncopolmonite. E poi, vi immaginate quale spreco energetico sia tenere il riscaldamento a tali livelli?
Per finire la lista delle cose insensate, l'ultima l'ho vista in biblioteca (ah, tra l'altro ho finalmente trovato Confessioni Di Una Mente Pericolosa, so che eravate così ansiosi di saperlo da non dormirci la notte).
Come sempre in biblioteca c'è uno scaffale designato alle proposte, con titoli scelti secondo il tema del momento, che può andare dal più banale "pellicole da brivido" (in genere questo sotto Halloween) a temi più singolari, come "il barroccio nella storia del cinema".
Il tema attuale, a sua volta in tema con il calendario, era "serata in famiglia".
Non so cosa pensiate voi davanti all'espressione "serata in famiglia", ma a me vengono in mente film allegri e divertenti da poter far vedere anche ai pargoli. E infatti la maggior parte dei dvd prescelti riguardava innocenti commediole, a volte pure un po' sciocche, spesso targate Disney.
Ma uno dei film proposti era Léon.
Léon???
Ma i bibliotecari che l'han messo lì hanno la più pallida idea di che cosa parli?
Allora, non fraintendetemi, trovo che Léon sia un capolavoro di film, per lungo tempo è stato uno dei miei preferiti (devo ammettere che è da un bel po' che non lo vedo), ma è davvero una delle ultime cose che proporrei per un'allegra e spensierata serata in famiglia! 
Però, ripensandoci, mi sa che per certi versi la visione di Léon in tenera età possa comunque essere decisamente meno dannosa che quella di High School Musical. Se non altro non rende dementi gli spettatori.

martedì 28 dicembre 2010

L'esercito degli omini di pan di zenzero

Come sapete volevo fare gli omini di pan di zenzero per Natale, ma dato gli ultimi sviluppi che mi han portato a dovermi occupare personalmente della cena di vigilia, non ho avuto tempo di prepararli e mi son limitata a mettere in tavola solo i semplici biscotti alla cannella.
Però avevo l'impasto già pronto in frigo e soprattutto volevo togliermi il capriccio, per cui oggi ho dato loro la vita! 

Purtroppo della mi siringa per dolci è andata smarrita proprio la punta per le decorazioni di ridotte dimensioni, motivo per cui 'sti omini hanno le smorfie glassate tutte sbavate e imprecise.

Conciati per le feste

Il Natale è stato piacevole ed è trascorso in modo tutto sommato positivo, anche se in principio mi ha dato da fare più del solito.
Mia mamma si è ammalata proprio la mattina della vigilia, con il risultato che mi son trovata tutta da sola a organizzare la cena e la serata. Nulla di infattibile, l'unica è che fare in uno le cose che si supponeva si sarebbero fatte in due ha portato notevoli ritardi nella mia tabella di marcia.
Per il resto con tutti i parenti in giro per casa non è che mi mancasse la manodopera, infatti ho schiavizzato subito mia cugina e lo messa prima a montarmi gli albumi per la ciambella e poi ad aiutare mia sorella nella preparazione degli antipasti e della crema di mascarpone per il pranzo. 
Mia nonna a dir la verità ha voluto dare un po' troppo una mano, finendo per essere più d'impiccio che altro (ma apprezzo la buona volontà), tra l'altro ha una fiducia nelle capacità altrui pari a zero e credo che considerasse le abilità della sottoscritta (ma anche quella della cugina e della sorella) ai livelli di quelli di  una mentecatta o giù di lì.
Il suo primo consiglio per facilitarci le cose è stato lasciar perdere di preparare nell'ordine: gli antipasti, il primo e il contorno. A parte il fatto che non so cosa avremmo mangiato seguendo simile consiglio, dal momento che tutte queste cose erano già per buona parte pronte mi rompeva assai di più mandarle alla malora che prepararle.
Ma il top l'ha raggiunto mio padre. Dopo essersi accorto che per sbaglio avevo usato per cucinare il burro salato destinato alle tartine si è messo a fare il catastrofista, prevedendo che tutto ciò che avevo preparato con quel burro avrebbe fatto schifo, sarebbe stato immangiabile, avrebbe provocato la fine del mondo e simili. Non è stato affatto così, ma sul momento udire simili discorsi non ha giovato molto al mio umore.
Ad ogni modo, passato il momento stressante della preparazione, tutto è filato liscio e sedersi a tavola con i parenti è stato piacevole e rilassante, tenendo conto tra l'altro che il cibo non solo è venuto bene, ma è stato anche ben apprezzato.
La pasta al forno era troppa, ma buona, il baccalà era perfetto (questo l'aveva cucinato mia nonna il giorno prima, per cui non c'erano dubbi), la torta salata forse necessitava di un po' più di cottura, ma era commestibile, l'insalata di rucola, noci, parmigiano e pere che avevo preparato è piaciuta molto e molto buono era anche il salame di cioccolato di mia zia.
Il gran successo culinario però sono state la ciambella allo zenzero e i biscotti alla cannella, spazzolati alla grande durante la colazione il giorno di natale, a riprova che i piatti che mi riescono meglio sono i dolci. 
la mia ciambella allo zenzero
Per il pranzo c'è stato poco da tribolare, essendo tutto praticamente già pronto. 
Dopo una mattinata passata tra scartamenti di regali e la visione di Psycho (con mia cugina piccola nascosta sotto una coperta durante la scena della doccia) ci siamo rifocillati di tortellini caserecci in brodo, carne lessata servita con salsa di pera volpina o, a scelta, senape, brasato al vino, insalata di finocchi e arance e la crema al mascarpone di mia sorella, che quel solito disfattista di mio padre trovava troppo liquida.
Il pomeriggio è stato un tranquillo e rilassante ozio in famiglia, tra sonnecchiamenti e chiacchierate sul divano davanti ad un scoppiettante camino, visione distratta con annesse prese in giro di "Wolverine: Le origini" che qualcuno aveva messo su, giochi della sigaretta e sfoggio dei regali ricevuti. 
L'unica nota negativa riguarda mia mamma che, avendo la febbre alta, è dovuta rimanere costantemente a letto e non l'abbiamo potuta avere tra noi durante i festeggiamenti. Solo la sera di natale si è sentita un po' meglio, abbastanza almeno per poter partecipare alla classica cena a base di avanzi, prima della partenza dei parenti.

il centrotavola che avevo preparato
Mia mamma aveva ancora troppa febbre perfino il ventisei per venire dai miei nonni paterni a Rimini, così ci è toccato lasciarla a casa sola soletta. Però sembra che se la sia goduta a stare in pace senza nessuno tra i piedi.
A casa dei nonni altroché se si è mangiato! 
Del resto non è mai esistito e non esisterà mai che si esca da casa di mia nonna paterna con ancora un angolino di stomaco libero. Tra lasagne fatte in casa, costolette di agnello, arrosto, cotolette di pollo, salsicce al sugo, erbette tirate in padella, patate al forno, formaggi, piada e affettati sfido io ad avere ancora appetito!
Il dolce, di cui eravamo incaricati noi, si è rivelato essere una roba strana. Praticamente mio padre in una delle sue ispirazioni culinarie (che, dopo i leggendari tortellini alla panna e cipolle, guardo sempre con sospetto) aveva unito la crema di mascarpone avanzata il giorno prima con savoiardi imbevuti di alchermes. In pratica era un ibrido tra un dolce di mascarpone e una zuppa inglese, un mascarglese o un zupparpone, a dir la verità bisogna ancora battezzarlo (io propendo per zupparpone).
Alla sera tornati a casa, portando un cestino di lasagne avanzate a mia mamma, un po' come si fa per i cani, ci siam visti in famiglia "L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford" che ha annoiato tutti tranne la sottoscritta. Ok, convengo che sia parecchio lungo e davvero molto lento, però a me è anche piaciuto parecchio.
Ieri invece mi son data all'ozio totale, l'unica cosa che avevo intenzione di fare era guardare "tra le nuvole" su sky dopo cena, ma sono crollata addormentata a dieci minuti dall'inizio. Però ho visto i titoli di coda!

venerdì 24 dicembre 2010

Qualcuno volò sul nido del cuculo

Forse il film più emotivamente coinvolgente che abbia mai visto.
Crudo, sconvolgente, ma anche molto commovente e divertente. Gli attori poi sono tutti bravissimi.
Chi volesse approfittare del passaggio televisivo lo può guardare lunedì 27 dicembre alle ore 21su sky cinema classic, gli altri cerchino  comunque di procurarselo per altre vie, a mio parere è uno dei film più belli che siano mai stati girati.


Qualcuno Volò Sul Nido Del Cuculo - USA 1975.
Regia di Milos Forman con Jack Nicholson, Louise Fletcher, Will Sampson, Brad Dourif, Christopher Lloyd, Danny DeVito.
Durata 133 minuti.


















Post telegrafico, ma sono assai impegnata con gli ultimi preparativi per Natale, devo ancora riempire i conchiglioni di ricotta e pomodoro e preparare le torte salate per la cena di questa sera (il baccalà e il dolce lo portano rispettivamente mia nonna e mia zia), supervisionare la bollitura della carne per il pranzo di domani e infornare la ciambella allo zenzero per la colazione. 
Dare un'ulteriore passata di aspirapolvere (nel giro di ventiquattro ore si è miracolosamente riformata tutta quella già tolta), cambiare le lenzuola ai letti e impacchettare gli ultimi regali.
Ci sarebbero anche le mie gambe che implorano una depilazione, ma penso si dovranno accontentare di un paio di calze nere molto coprenti. 

mercoledì 22 dicembre 2010

Il giorno della formina

Per Natale avevo intenzione di cimentarmi nei biscotti di pan di zenzero, preparandoli nella loro classica forma a "omino" ovviamente. Creare tanti piccoli  Zenzy insomma, nonostante io non sia l'uomo focaccina.
Ho trovato la ricetta, più o meno tutti gli ingredienti (non mi è riuscito di trovare i chiodi di garofano in polvere, vorrà dire che macinerò personalmente quelli interi), ma non avevo idea di dove scovare una formina adeguata.
Ho cercato un po' in giro senza trovarne in alcun negozio, all'Ikea la vendevano solo nel set teglie + formine + mattarello, che non mi interessava, avendo già sia le teglie che il mattarello. Alla fine ieri pomeriggio sono andata alla ferramenta di Strada Maggiore, in genere sempre ben fornita.
Qui finalmente l'ho trovata, l'ultima tra l'altro. Ed ho scoperto che oggigiorno l'alluminio costa un botto: veniva 7 euro!
Non ho ben capito se perché fosse l'ultima o perché impressionato dalla mia faccia allucinata all'udire tale prezzo, ma il commesso me l'ha fatta a 4 euro. O forse era semplicemente in svendita.
Quattro euro mi sembra sempre troppo per un pezzo di alluminio, ma dato che ne avevo bisogno e non avevo voglia e soprattutto il tempo di cercare per altri negozi, l'ho presa ugualmente.
A gironzolare per negozi e negozietti sono poi riuscita anche a trovare un po' di cosine interessanti da regalare, ma non approfondisco perché gli interessati potrebbero capitare qui a curiosare.
In biblioteca mi son rifornita di qualche film con Sam Rockwell, dato che, come dicevo qualche post fa, devo ampliare la mia conoscenza. Anche se non so bene quando avrò tempo di guardarli, dal momento che passo la maggior parte del mio tempo ad occuparmi dei preparativi per natale.

"L'assassinio di Jesse James ecc." che cercavo a prescindere, "Il Colpo" che sembra essere interessante e "Jerry & Tom" (da non confondersi con Tom & Jerry)

Per concludere degnamente il pomeriggio sono stata cinquanta minuti su un autobus numero 20 che mi ha quasi fatto arrivare tardi a lezione di danza del ventre.
Alla sera è tornata mia mamma da un viaggio di un paio di giorni per mercatini di Natale a Trento e cosa mi ha portato pensando di farmi una gradita sorpresa? Una formina ad omino! Perfettamente identica a quella che avevo comperato nel pomeriggio! 
Quando l'ha tirata fuori dalla sporta mi è venuta la sindrome della Venere di Milo. In compenso mi ha portato anche una formina identica, ma più piccola, così potrò sfornare anche Zenzy bambino.

L'allegra famigliola delle formine

Ma la cosa migliore portataci dalla mamma sono stati i tre tipi di canederli freschi: classico, al formaggio e alle verdure. Quello alle verdure era buonissimo, quello al formaggio invece non mi ha esaltato più di tanto, forse perché di mio non sono particolarmente amante dei formaggi.
Dir che mi sono abbuffata è dir poco, tra l'altro mi sono scofanata anche la porzione dei miei fratelli, che al solito storcono naso in presenza di cibi composti da più di due ingredienti (peggio per loro e meglio per me!). Tra l'altro, come sempre il martedì sera, avevo una fame incredibile, fare danza del ventre mi mette sempre un gran appetito, per cui si può dire che i canederli sono capitati proprio la sera giusta!

giovedì 16 dicembre 2010

Il calore dell'Inverno

Mi alzo e anche questa mattina tutto quello che si vede dalla mia finestra è ricoperto da una leggera brina. Come ogni giorno il termometro non segna più di -10°C, risalirà al massimo a -3°C nel primo pomeriggio.
E' freddo, sì, ma allo stesso tempo molto ammaliante. Il cielo è limpido come in primavera e il sole illumina tutta la vallata circostante, non c'è tanta umidità, basta mettersi un maglione in più e coprirsi bene perché le basse temperature non siano fastidiose.
Nel pomeriggio mi avventurerò nel bosco alla ricerca di pigne e qualche bacca da adoperare nelle decorazioni natalizie. Al calar del buio una tazza di tè caldo davanti al caminetto, prima di dare il via agli esperimenti culinari in previsione del pranzo di natale e della cena della vigilia in compagnia di nonna, zii e cugini, che quest'anno saranno ospiti da noi.
Mi mette sempre molta allegria questo periodo dell'anno. L'inverno è all'inizio e quindi non ancora nella fase "tutto questo freddo ormai ha stufato" di fine gennaio e febbraio, il Natale è alle porte e mi sono sempre piaciuti molto i preparativi, più che il natale in sé: creare piccoli addobbi per decorare la casa, imbacuccarsi e uscire per mercatini a cercare il regalo adatto per ognuno, preparare piatti speciali da offrire agli ospiti, di quelli che si cucinano solo nelle occasioni speciali.