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martedì 7 marzo 2017

Cronaca di una giornata no

Ieri era il sei di marzo. 
Nulla da dire contro il sei di marzo in se, però il sei marzo di ieri è stato abbastanza deludente. Non dico schifoso perché le giornate schifose sono altre e ben più drammatiche, ad ogni modo quella di ieri poteva comunque essere meglio sotto tanti aspetti.
Tanto per cominciare era lunedì. Ad essere sincera non è che mi stia poi così antipatico il lunedì, ma nell'immaginario comune il lunedì è tipo l'anticamera dell'inferno, quindi fa effetto cominciare con un "era lunedì".
Appena alzata la prima sorpresa. Uno dei tre cani di famiglia, Lola, per motivi che non vi sto a spiegare, è da qualche giorno costretta a dormire in casa la notte. E ieri mattina ha usato il corridoio come gabinetto. E così mi è toccato inaugurare il lunedì mattina lavando pavimenti. 
Tra una pulizia e l'altra ho fatto tardi e non ho avuto tempo di fare colazione, mi sono mangiata solo una semplice e misera fetta di pane al volo mentre uscivo di casa.
Il lunedì al lavoro è uno dei giorni più pesanti: ricomincia il tran tran, c'è da sistemare dopo weekend,  i clienti sono più pesanti e i call center più insistenti nel romperti le balle. In più ieri la banca mi ha contattata per ricordarmi di diversi pagamenti in scadenza, quindi c'era pure da dare una controllata alle entrate, cosa che mette sempre molta gioia. 
Poi ci si sono messi i Franz Ferdinand che fanno sì cose intelligenti come fissare due concerti in Italia, ma ne hanno organizzato uno ad Empoli e l'altro a Lignano (ma che cribbio di posti sono andati a scegliere!?), quindi direi che molto probabilmente pure a 'sto giro me li perdo (sì, lo so che son venuti a Bologna una volta, ma io lo venni a sapere solo in seguito e comunque all'epoca ancora non li ascoltavo, credo di essermi procurata un loro disco solo pochi mesi dopo. Sempre un tempismo perfetto il mio).
Infine la cosa veramente drammatica, il fatto che ha reso la giornata di ieri particolarmente no: è rispuntato fuori il disoccupato rompi.* 
Erano mesi che non lo si vedeva in giro e tutta la città gioiva e festeggiava. Stavo benissimo senza averlo tra i piedi e non sentivo minimamente la mancanza della sua rompitudine. Quando ieri l'ho visto sulla porta mi sono sentita sprofondare in un abisso di disperazione. Tra l'altro l'ho guardato così male che mi meraviglio non sia morto fulminato sul posto. Già mi immagino lo sconforto e le lacrime di tutti gli altri negozianti del quartiere, nessuno lo poteva soffrire e loro se lo sono sorbito molto più a lungo della sottoscritta.

La mia prima reazione alla vista del disoccupato rompi

Il resto della giornata è trascorso tra un sacco di faccende da svolgere e non mi son fermata un attimo, aggiungici poi il cliente stressante al telefono che ha chiamato tre volte per chiedere sempre le stesse cose. 
Per concludere degnamente sono tornata a casa con un mal di testa tremendo, tanto che questo post mi è toccato scriverlo oggi. 

* chi o cosa è il disoccupato rompi. Come dice la parola stessa è un disoccupato. Che rompe. È un tizio che non ha nulla da fare se non ciondolare negli esercizi commerciali stando tra i piedi e facendo commenti inutili, per non dire stupidi. Non puoi nemmeno farci due chiacchiere perché la sua intelligenza è ai livelli dello scemo del villaggio (solo che dello scemo del villaggio non ha la tenerezza e simpatia che spesso contraddistinguono questi personaggi). Il più delle volte si lamenta di non avere un lavoro, salvo però non cercarne mai uno perché non ha voglia di andare all'ufficio di collocamento o semplicemente non ha voglia di cercarlo e comunque praticamente tutti i lavori richiedono sacrifici troppo grossi (come il non poter pranzare a casa). A volte elenca le cose che vorrebbe fare (molto banali), ma che non può fare perché non ha tempo (eh, in effetti stare le ore nei negozi a far niente ne porta via così tanto). Il problema è che non riesci a cacciarlo via perché effettivamente non fa nulla di male, puoi tentare di fargli capire che non è persona gradita trattandolo con freddezza e scostanza, ma è inutile perché non comprende (o non vuol comprendere, il risultato è uguale). Nemmeno farsi vedere impegnati e affaccendati serve a qualcosa, visto che resta tra i piedi anche quando sei pieno di clienti e stai correndo da tutte le parti. L'unica sarebbe mandarlo a quel paese senza tante cerimonie, ma purtroppo non riesco ad essere così sfacciata e comunque non sarebbe cosa carina da farsi davanti agli altri clienti. E, a dire la verità, non sono nemmeno così sicura che possa funzionare. Per concludere, da quello che mi è stato "raccontato" (ma che non posso riportare, sorry) posso dire che è pure un pezzo di merda. 

lunedì 29 aprile 2013

Palle di pelo vanno e palle di pelo vengono

Sono in un momento di grande prostrazione e dolore. In realtà sto esagerando, però è vero che sono molto triste e sconsolata.
Per un motivo che più definiranno stupido e in effetti non si può dar loro torto, ci sono di certo infinite situazioni ben più gravi di questa. 
Ovvero oggi sono stato adottati i primi due gattini di Marta e se mai siete stati affezionati a degli animali potete immaginare il dispiacere del doversi separarsi da loro. Nonostante fossero nella famiglia da appena due mesi e allevati con l'ottica del non resteranno per sempre con noi. Mi consolo con la consapevolezza che sono andati a vivere presso persone conosciute e che son certa li faranno vivere più che degnamente.

Due gattini hanno abbandonato la casa natale e nel frattempo altri quattro ne sono arrivati, giovedì scorso è toccato a Johanna diventare mamma. Già da un po' manifestava profondo istinto materno, nell'ultimo mese aveva praticamente adottato i figli di sua sorella e li trattava come se fossero suoi. Tanto che la sera del parto si ostinava a prenderli per la collottola e metterli nella cuccia insieme ai neonati.
I nuovi arrivati sono tutti abbastanza scuri e data anche la giovine età non si riesce a definirne il sesso con assoluta certezza, ma così ad un primo esame sembrano essere tre maschi ed una femmina.

Non sto postando da casa e non ho modo di aggiungere foto, provvederò quando ne avrò l'occasione :)

domenica 7 aprile 2013

Bestioline...

Le piccole bestioline pelose sono cresciute ed hanno un mese, non sono adorabili?
In questa foto una dei quattro sta facendo da materasso ai due maschietti rossi, la piccolina sulla destra la sto tenendo sotto stretta osservazione perché è da un giorno che sembra un po' mogia.
Cosa strana e incredibile ancora non abbiamo affibbiato loro nomi assurdi. Né nomi normali se è per questo, non era mai capitato che dei gattini rimanessero per così tanto tempo senza nome.
Fra non molto avranno dei cuginetti, anche zia Johanna è in dolce attesa.


martedì 7 febbraio 2012

Neve vs Danza

No, dico, pare il colmo.
Sia ieri che domenica si circolava benissimo per le strade e oggi, unico giorno in cui avevo premura di uscire, arriva puntuale una nuova spolveratina di neve. Ed ecco un'altra lezione di danza che se ne va in fumo -_-
Uffa, son tre settimane che non si fa lezione, qua c'è la crisi di astinenza! E ho pure il velo che aspetta solo di essere usato (velo che, sempre per colpa della neve, non ho ancora portato dal sarto a rifinire i bordi, infatti si sfilaccia solo a guardarlo), ma ovviamente non posso (riesco) ad usarlo se prima non mi viene insegnato come usarlo. E anche se sapessi usarlo non saprei in quale parte della casa usarlo senza che i gatti lo vedano e decidano di farlo a brandelli. Sul serio, non arriverà incolume alla fine del corso.
Per quel che mi riguarda adesso può nevicare quanto vuole, possono venir giù anche tre metri di neve, tanto non ho urgente bisogno di andare da nessuna parte, basta che martedì prossimo si possa circolare senza problemi!

mercoledì 9 novembre 2011

Piccoli felini crescono

La vibrazione non mi è sembrata più tanto difficile quando ieri pomeriggio abbiamo introdotto la rotazione del petto.
Per quel che mi riguarda, non gira nulla. Al massimo qualcos'altro dopo l'ennesimo tentativo andato a vuoto. In realtà qualche cosina ruota, ma tendo a portarmi dietro la pancia o, in alternativa, le spalle. Insomma, devo imparare a isolare bene le parti e intanto allenare i non so bene quali muscoli addetti al sollevamento petto. 
Mentre io vibro e ruoto le mie bestioline pelose crescono e me le ritrovo che hanno già compiuto un mese, giocano, si spulciano da soli e da un momento all'altro immagino partiranno alla conquista della casa.


Nella foto potete ammirare a partire da in alto a sinistra Johanna la curiosa (che mi si arrampica sempre su per il braccio e poi fa le fusa appollaiata sulla spalla), Mignon con gli occhi chiusi (sempre tranquilla e silenziosa, a volte devo accertarmi che sia ancora viva), semi nascosto il ciccione del gruppo Fiamma, davanti a lui Marta la scatenata e in primo piano Peppino il timoroso.

giovedì 13 ottobre 2011

Cuccioli d'Autunno


Le due adorabili bestie pelose qui sopra sono i due "gattini" nati quasi sei mesi fa sul mio letto, una volta chiamati Codatozza (a sinistra) e Scimmiotto (a destra). Abbiamo tentato di affibbiare loro dei nomi normali, ma tutto quello che abbiamo ottenuto è di averli soprannominati Codagrossa (sinistra, ora la coda più che tozza è, per l'appunto, grossa) e Codalunga (destra, non assomiglia più ad uno scimmiotto, in compenso è piuttosto longilineo).
Molto affettuosi e coccolosi, quando torno a casa mi fanno più feste loro dei cani e mi accompagnano sempre in cortile a stendere i panni.
Mamma Cora ha però deciso che due figli erano troppo pochi, così ieri mattina all'alba ha sfornato altri cinque gattini. Questa volta non sul mio letto fortunatamente, ma sulla poltrona del salotto. Io le preparo sempre delle belle cucce/scatolone con tanto di cuscini, ma evidentemente non sono così belle come pare a me.

Due sono sicuramente femmine (hanno il manto di tre colori), gli altri tre sembrano due maschi ed una femmina, ma finché son così piccoli è difficile dirlo con sicurezza.

martedì 10 maggio 2011

2 settimane e 1/2



Hanno aperto gli occhi intorno al decimo giorno di vita. Ora sanno piluccarsi, fanno la lotta e cominciano a mostrare interesse per il mondo al di fuori della scatola
Pare siano due maschi, al momento abbiamo dato loro i nomi provvisori di Scimmiotto e Codatozza.

martedì 26 aprile 2011

Gattini

Ecco cosa ho trovato tra le lenzuola oggi al mio ritorno dalle vacanze pasquali *_*


Qui con mamma Cora

Le lenzuola ora sono in uno stato pietoso, ma chi se ne frega!
Ad essere sincera non me li aspettavo, sapevo che Cora era incinta, ma quando sabato sono partita non mi sembrava avesse una pancia particolarmente pronunciata. Dev'essere che son rimasta ai parametri della mia vecchia gatta Flo che diventava delle dimensioni di una mongolfiera.
Così a occhio sembra che siano nati non più tardi di domenica e che il padre sia Thomas... per cui sono nipoti di Flo e Golia, che di Thomas sono i genitori ;)

giovedì 20 gennaio 2011

Neve

So che pioveva questa mattina presto.
Sentivo le gocce picchiettare sui velux della mia mansarda/soffitta/camera da letto.
Poi silenzio.
Verso le otto mi alzo, svegliata da Cora, la mia sveglia felina, che come ogni mattina viene a salutarmi affettuosa con la sua vocetta acuta, o almeno così piace pensare a me, molto più probabilmente quello che vuole comunicarmi coi suoi miagolii è che è ora di colazione e porca miseria lei ha fame e qualcuno si decida a scendere e riempirle la ciotola, dannazione.
Guardo fuori dalla finestra e tutto è bianco. Neve ovunque. Neve sul prato, neve sugli alberi e neve pure in cielo, perché sta ancora nevicando, neve che scende fitta fitta e va a raggiungere quella già posata.
La mia prima reazione è stata di gioia. Mi succede sempre così quando vedo la neve, anche quando va a rovinarmi tutti i programmi della giornata (tipo oggi), vedere che ha nevicato mi rende felice. Sarà un retaggio dell'infanzia, di quando abitavo in un posto dove avrà nevicato tre volte in dieci anni, di cui una era la grande nevicata dell'85 della quale però non ho memoria, anche se mi dicono che in quell'occasione vidi uno gnomo in centro a Bologna (al tempo ero fissata con gli gnomi e un qualsiasi uomo con un cappello a punta per me era uno di loro).
Tanto per cominciare questa sera si sarebbe dovuto iniziare la nuova avventura a Star Wars Roleplaying Game, dove finalmente il mio personaggio di razza non rammentata, ma proveniente dalle fogne, poteva dare il via alle sue azioni insensate (anche se non batterà mai quelle del gamorreano, trafittosi con una  coda mentre tentava di staccarla ad una lucertola gigante). Dato che a malapena si arriva in fondo alla strada figuriamoci giungere fino a casa di Dede.
Inoltre nel pomeriggio volevo andare al cinema a vedere "La Versione di Barney", che da domani pare tolgano da quasi tutti i cinema in cui è in programmazione, cinema che sono perfino lontani e scomodi da casa mia. Nulla anche qui, metti anche caso che riesca a scendere fino a Bologna, poi non potrei tornare a casa e mi toccherebbe dormire sotto porta Saragozza.
Vorrà dire che starò in casa a guardare la neve che si posa su altra neve, attività che può portarmi via fino a cinque ore, e a meditare sui sogni astrusi che ho fatto questa notte.
Messi da parte gli infetti questa volta mi è toccato sognare una guerriglia tra studenti e insegnanti. Era iniziata come normale protesta, poi non so bene come si è evoluta in qualche cosa di simile alla seconda guerra mondiale. 
Immagino si trattasse di un'altra avventura onirica quando invece ho sognato che le persone avevano frequenti mal di testa perché non erano persone reali, ma cloni di se stessi. C'era perfino la fabbrica di cloni, con tanto di mia insegnante di musica delle medie (?). 
Penso di essere sotto l'effetto da overdose di un particolare film. 
Sempre meglio degli infetti comunque! 

sabato 1 gennaio 2011

1.1.11-4

La mia gatta Cora si sta avvicinando allo stato adulto e nelle ultime due settimane i suoi effluvi amorosi hanno fatto tornare a casa molti dei miei gatti maschi che da tempo hanno abbandonato la casa natia.
Prima Strillo, anche se in effetti lui ogni due o tre mesi torna comunque,  poi Edward che in genere non ci fa visita più di una volta l'anno, Thomas che al massimo intravedo nel cortile della vicina della vicina e due gatti neri che non conosco, ma che, come i precedenti tre e quasi tutti i gatti della vallata, quasi sicuramente sono figli, o al massimo nipoti della mia vecchia gatta Flo.
Oggi si è aggiunto il sesto spasimante. Niente di meno che Giangiacomo, fratello di cucciolata di Thomas e mancante all'appello da ben quattro anni!

La responsabile di questa rimpatriata

mercoledì 13 ottobre 2010

Incontri a quattro zampe

Tess è un beagle ed è uno dei due cani di famiglia.
Recentemente ha avuto la sfiga di inalare una spiga di grano che le è finita dritta in un polmone, causando non vi dico che casini, culminati in un'operazione chirurgica.
Ieri finalmente l'ho portata a togliere i punti.
Arrivate alla clinica entriamo in sala d'aspetto, già occupata da un signore con un pastore tedesco dalle dimensioni di un mammut, una coppia di anziani che accompagnavano un gatto terrorizzato senza gabbietta e un barboncino zoppo in grembo alla sua fighettissima, elegantissima, truccatissima e pettinatissima padrona dai trampoli d'alta moda e dalla manicure impeccabile. 
Tess è supersocievole, roba che se fosse per lei saluterebbe tutti quelle che vede, compresi Freddy Krueger e lo strangolatore di Boston se le capitasse di incontrarli, non vi dico quindi come ci sia rimasta male quando, messa la zampa nella stanza, il pastore ha rizzato il pelo e ringhiando come un pazzo ha tentato di morderla.
Velocemente superiamo il pastore e la trascino al sicuro dall'altra parte della stanza. Qui Tess si gira a guardare la lucidatissima signora con il barboncino, che subito ritrae il più possibile le gambe gracchiando un "via via" più schifato solo dell'espressione schifata che aveva stampata in volto. Manco le si fosse avvicinata una merda a quattro zampe.  Come se non bastasse ha pure osato guardare male il mio bellissimo capellino, per cui le ho fatto un velocissimo malocchio per far sì che la sua splendente capigliatura venisse colpita da una cacca di piccione non appena fosse uscita dall'edificio.
In tutto questo tempo il pastore non ha smesso un secondo di fissare Tess con sguardo omicida, cosa che non è che ci mettesse proprio a nostro agio.
Al che il suo padrone ha l'idea del secolo. Accompagnando il gesto con le parole "E' solo curioso" porta il suo cane a vicinanze troppo vicine per i gusti di chiunque. Per poco non si scatenava un combattimento fra cani con tanto di scommesse clandestine.
No, dico, ma sei scemo? 
Già mi domando perché non gli hai messo una museruola, ma questo te lo posso giustificare pensando che forse è solo lo stress della situazione a rendere rabbioso e fuori di testa un cane che in condizioni normali è un angioletto, però quando vedi che ha il temperamento di lupo mannaro con la luna di traverso magari è il caso di tenerlo a debita distanza!
Durante questo episodio il gatto ha come minimo perso due delle sue vite per la paura.
In quella entra una signora con un allegro westie e subito il pastore cerca di mangiarsi pure lui. A questo punto il padrone si rende conto che forse è meglio allontanare il proprio cane dalla sala d'aspetto e lo porta a fare un giro in giardino, cosa di cui gli siamo stati tutti molto grati, in particolar modo il gatto che nel frattempo aveva perso ulteriori tre vite. A giudicare da come gli occhi stavano per cadergli fuori dalle orbite ho paura che la sera stessa sia morto per lo stress.
Finalmente un medico giunge a portar via il pastore, trovandosi faccia a faccia con una bestia ringhiosa dagli occhi iniettati di sangue, nonostante ciò il padrone continuava a ripetere che è "buonissimo e non morde". Dalla faccia e da quanto si teneva a distanza, direi che il veterinario non ne era molto convinto. Almeno ha avuto la sagacia di portarlo in ambulatorio attraverso una porta secondaria, cosa che ha fatto sospirare di sollievo tutti gli occupanti della sala d'aspetto.
In seguito il westie ha dimostrato apertamente di voler giocare ad acchiapparella con Tess, la quale, ancora sconvolta dal comportamento asociale del pastore, non era molto in vena. Senza contare che due cani che giocano avrebbero portato definitivamente all'altro mondo il povero gatto.
Per il resto tutto ok, il veterinario ha tolto i punti a Tess e l'ha trovata in buona salute, anche se stupito che non fosse ciccia come tutti i beagle di sua conoscenza. Se potesse vedere quanto corre quotidianamente si stupirebbe ben poco.
Tornati al parcheggio scopriamo che, durante il suo girettino all'aria aperta, il pastore ci ha lasciato in ricordo una bella pisciata sulla portiera dell'auto. Come se potessimo mai scordarci di lui!

Tess, troppo impegnata a dormire per interessarsi a questo post

lunedì 27 settembre 2010

Influenza

Eh sì, l'ho beccata pure io.
Molto leggera ad ogni modo, la massima temperatura che ho raggiunto è stata trentasei gradi e mezzo, per cui si può dire che sto ancora relativamente bene. Per chi se lo domandasse, in condizioni "normali"  la mia temperatura è sui trentacinque e otto circa.
Quello che mi sta seriamente mettendo ko è invece il raffreddore. 
Tra uno starnuto e l'altro mi son resa conto che spesso nei post inizio a raccontare qualche cosa e poi non aggiorno mai su come sia andata a finire.
Allora, per quello che mi sono accorta, non vi ho mai detto:

- che il nuovo gattino alla fine si chiama Cora. Fino a ieri davo per scontato che il nome si scrivesse con la "c", poi ho scoperto che invece mia sorella dava per scontato si scrivesse con la "k", ovvero Kora. Stiamo cercando di raggiungere un compromesso che molto probabilmente sarà ognuno scriverà il nome come preferisce.
Ad ogni modo ormai è poco "gattino", da giugno è cresciuta tantissimo ed è davvero molto affettuosa; 

- che alla fine sono riuscita a procurarmi una copia de "La Fiera Delle Vanità" da leggere. Ma questo forse lo avevate intuito dal mio profilo Anobii. Ad ogni modo,  l'ho infine preso in prestito in biblioteca, c'era un motivo più che valido a spiegare come mai nessuna libreria avesse in negozio la versione economica che cercavo: è fuori catalogo;

- che la dieta funziona che è una meraviglia. 
E senza essere rigidi al riguardo, in fin dei conti si tratta poi solo di cercar di mangiare sano e non eccedere con gli alimenti no (in particolare se confezionati e ricchi di conservanti), ma lungi da me fare sacrifici assurdi.  Se mi trovo in compagnia o in occasioni particolari me ne frego e basta. 
Insomma, a mio parere su queste cose bisogna essere elastici che se no si diventa scemi e si fa pure diventare scemi chi ci sta intorno che poi giustamente non ci sopportano più;

- che purtroppo non sono in procinto di aggiornare le mie fanfiction come speravo. Dopo questa se ne andrà anche l'eventuale ultimo lettore rimasto (anche se secondo me se ne è andato già da un bel po').

venerdì 11 giugno 2010

Nome per gatti e gatti per nome

Venerdì scorso abbiamo preso un nuovo gattino. Nuova gattina per la precisione, femmina, che di maschi per ora non vogliamo più saperne, da quando, prima uno poi l'altro, i due orfanelli a cui ci eravamo affezionati tantissimo (facendo le notti in bianco per allattare ogni quattro ore e  pulendo sederotti ci si affeziona) se ne sono andati per i fatti loro e tornano a casa ogni morte di papa solo per mangiare e ripartire alla velocità della luce.
Ci ho messo una settimana per scriverlo su blog perché volevo farne il post una volta scelto il nome, ma illusa io a credere che potessimo arrivare ad un accordo comune nel giro di pochi giorni. Al momento è quasi confermato Agata, nome che a mio fratello fa schifo, ma del resto a lui fa schifo pure l'alternativa Didone (che non piace moltissimo neppure a me, ma posso adeguarmi. A dire il vero io la vorrei chiamare Fulmicotone, ma non pare piaccia al resto della famiglia). Nelle ultime ore ha fatto capolino anche "Salomè".
Per ora parliamo di lei chiamandola "gattina", il che crea confusione perché l'altra mia gatta si chiama "Gattina" di nome, quindi in questi giorni si parla di "gattina piccola" e "Gattina grande", ma non si può andare avanti così in eterno, anche perché prima o poi la piccola diventerà grande e al che mica possiamo chiamarle "Gattina grande" e "gattina che una volta era piccola", no?

domenica 4 gennaio 2009

Nuovo componente nella famiglia

Dopo settimane di consulti familiari (oppurtunatamente tenuti nascosti a mia madre) ieri sera finalmente è giunto a casa un cucciolino di beagle di quasi due mesi di età.
Di questo evento la mamma è stata informata solo ieri mattina, in modo che non si facesse assalire (e non assalisse noi) con dubbi e ripensamenti e cose così. Tanto, come sempre accade in queste occasioni, quando il piccolo è arrivato è stata contenta di averlo :) Un po' meno felici sono stati i gatti, ma si abitueranno. Bella invece è rimasta un po' perplessa, ma presumo cominci ad andarci d'accordo nel giro di un paio di giorni.
Ora ci manca solo di trovarle un nome e trovarne uno che vada bene a tutta la famiglia sarà un'impresa non da poco. Nomi già suggeriti e scartati: Penny, Viola, Pigna, Beagle, Bulla, Bolla, Salomè, Debbie, Ermenegilda, Molly, Snoopa, Sansa, Pluta, Luisa, Lucy e altri che ora non rammento.

martedì 25 novembre 2008

A volte ritornano... e fanno una brutta fine


Come forse qualcuno ricorderà, più che altro chi seguiva il mio blog precedente, l'estate scorsa mia zia si era sbarazzata di un orrendo vaso cinese finto sbolognandolo a me, cosa che non mi aveva di certo riempito di gioia. Vuoi perché sono sbadata, vuoi perché faceva proprio schifo, fatto sta che dimenticai il suddetto vaso nella casa del mare.

Mia nonna, giustamente seccata di trovarsi davanti quell'obbrobrio ogni qual volta si recava all'appartamento, ha pensato bene, approfittando di una visita da parte dei miei genitori, di rispedirmelo tramite loro. Con orrore ieri sera ho visto mio padre entrare in casa con il disgustoso vaso tra le braccia.
Dal momento che stavo beatamente guardando Queen Live In Budapest '86 su RockTv e non avevo intenzione di perdermi ulteriori parti per portare il vaso in camera (ne perdevo già parecchie perché RockTv taglia senza ritegno i concerti in modo da non farli durare più di un'ora, maledetti ), la mamma me lo ha gentilmente appoggiato a fianco delle scale.
E qui è subentrato Nick, uno dei miei due micetti adorati, che con grande coraggio ha assunto il ruolo di eroe, salvando la giornata e il buon umore alla sottoscritta. Sprezzante del pericolo, è andato a ravanare nei vasi dei fiori sfidando le ire di mia mamma la quale, precipitatasi a punirlo a colpi di straccio, ha urtato il vaso facendolo cadere e mandandolo in mille pezzi.
Tutti gioiosi abbiamo festeggiato ingozzandoci di mascarpone fatto in casa (che, a dire il vero, avremmo mangiato comunque). Qualcuno forse si domanderà se non facevamo prima a rompere direttamente noi il vaso. Non è la stessa cosa, distruggere un oggetto odiato non da le stesse soddisfazioni che romperlo accidentalmente.




Una foto di gioventù dell'eroe, impegnato nella sua attività preferita.