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lunedì 8 giugno 2015

Mamme che "fangirlizzano" per Clive Owen

Domenica scorsa stavo passando il mio pigro pomeriggio sul divano. Tra una cosa e l'altra mi son messa a controllare le novità sul servizio on demand di sky.
Mi mamma, che ultimamente guarda i film su sky molto più spesso di me, si incuriosisce.

"Hanno messo dei film nuovi?"
"Sì, qualcosa... di nuovo c'è Piriponzolo Assonnato (sorry, non ricordo i titoli quindi me li invento, evidentemente non mi hanno suscitato molto interesse), Asdrubale alle Corride Infernali, un film con Luigi Spaccatavole, l'ultimo della saga Sfrangicoglioni, un film con Clive Owen-"
"UN FILM CON CLIVE OWEN??? (e qui immaginatemi mentre vengo ribaltata dallo lo spostamento d'aria) GUARDIAMOLO SUBITO!"

Sinceramente non sapevo mia mamma fosse una fan di Clive Owen, né capisco quando lo sia diventata. Anche se effettivamente c'è stato un periodo in cui abbiamo casualmente visto diversi suoi film. "Casualmente" perché, non chiedetemi come mai, ogni volta che dopo cena accendevo la tv c'era un suo film in onda.
A questo punto dovrò farle vedere The Knick, così ho una scusa per riguardarlo, sperando che le scene truculente non la disturbino troppo. E sperando inoltre che accetti di vederlo in lingua originale con i sottotitoli.
Comunque alla fine il film del pigro pomeriggio lo abbiamo visto. Si intitolava Ragazzi Miei, non era male, ma nemmeno chissà che, un tipico film senza infamia e senza lode adatto per l'appunto ad un pigro pomeriggio. Un po' patinato per i miei gusti, ma data la drammaticità della vicenda bisogna riconoscere che almeno non scade mai pesantemente nel patetico.

Invece mia cugina al momento non sembra essere particolarmente fan di Clive Owen, visto come lo ha deturpato quando l'ha incontrato sulla settimana enigmistica


martedì 11 novembre 2014

The Knick

Non fate i fessacchiotti, se siete dotati di abbonamento a Sky questa sera dovete assolutamente vedere The Knick, sinceramente una delle più belle serie tv che mi sia mai capitata di vedere.
Che poi, serie, è più che altro un film di dieci ore che per necessità televisive è stato suddiviso in dieci puntate.

Ambientata nella New York del 1900, narra la nascita della chirurgia moderna, in un'epoca in cui le conoscenze mediche erano ben lungi dall'essere quella che conosciamo oggi. Storicamente è molto accurata, certo si prende delle licenze narrative, ma si è avvalsa di dottori, storici e fotografie d'epoca per la ricostruzione. Lo stesso protagonista, il dottor John Thackery, è ispirato al veramente esistito dottor William Halstead, co- fondatore del John Hopkins e pioniere della chirurgia moderna. 

Grazie all'accuratezza dei dettagli, tra cui i bellissimi costumi (sono innamorata degli stivaletti bianchi!), ed alla bellissima fotografia, la New York di inizio secolo che ci viene presentata è "reale" e pulsante di vita, ma non per questo avvolta da quell' aura di nostalgia con cui spesso ci vengono mostrati i "bei tempi passati". Tutt'altro, la serie non si fa scrupolo di narrare in modo crudo e realistico quello che avveniva nella sala operatoria in un' epoca in cui le conoscenze chirurgiche erano scarse, così come le attrezzature a disposizione. Alla fine di ogni episodio ci si ritrova a ringraziare gli dei, vecchi e nuovi, di non esser vissuti in quel periodo. Spero quindi non siate troppo impressionabili, perché di sangue e viscere se ne vedono parecchi. 

Alla regia Steven Soderbergh (non un pivellino, insomma) e Clive Owen nei panni del protagonista, che ai prossimi Emmy deve vincere tutto il vincibile perché qui ci fa dono di una delle sue migliori interpretazioni. A coronare il tutto la bellissima e coinvolgente colonna sonora di Cliff Martinez.