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sabato 9 febbraio 2019

Qualche singolo...

Ormai manca solo una settimana alla pubblicazione di Bright Night Flowers, per renderci l'attesa più piacevole (o più spasmodica, dipende da come la guardi) negli ultimi mesi sono stati rilasciati altri tre singoli: Dreams Don't Remember Your Name, Evangeline e Somewhere.
Tutti e tre molto belli, il primo è quello che ha necessitato di più ascolti perché potessi apprezzarlo a dovere, Evangeline invece è parecchio orecchiabile ed ha fatto breccia nel mio cuore fin da subito. È stato il mio preferito finché non è arrivato Somewhere circa una settimana fa. In realtà non so dire se Somewhere mi piace più di Evangeline, so solo che è molto molto bella e tanto leggiadra.
Tutti e tre i brani sono caratterizzati da un sound armonioso e vagamente onirico, quasi sognante, immagino sarà così anche il resto dell'album, non vedo davvero l'ora di poterlo ascoltare!
Comunque il pezzo che sono più ansiosa di sentire è Crazy Lover Songs, anzi, ho pure un po' di timore ad ascoltarla, ho così tante aspettative su questa canzone che temo alla fine non reggerà il confronto con la precedente versione.
Alla fine vado pure al concerto di Glasgow. Questo cioè significa che... finalmente andrò in Scozia!!!
In realtà in Scozia ci sarei andata comunque prima della fine dell'anno, voglio dire, vuoi non approfittarne con una sorella che al momento abita lì e può ospitarti sul suo divano? Però andare in Scozia e inoltre vedere pure un concerto solista di Jon è davvero una bella combo.
Partirò mercoledì 20 per Edimburgo e lì mi incontrerò con mia sorella e sempre lì passeremo la notte  (lei abita fuori città e risparmiamo tempo e pure soldi che fare avanti e indietro da casa sua). Tra l'altro l'ostello che abbiamo prenotato è considerato uno dei più migliori d'Europa e non faccio fatica a crederlo, dalle foto che ho visto pare bellissimo! Il giovedì sarà totalmente dedicato a visitare la città, mentre il venerdì io, lei ed il di lei moroso andremo a Glasgow, che visiteremo ovviamente prima di andare al concerto la sera. Non abbiamo ancora deciso se rientrare la notte stessa con il treno di mezzanotte o alloggiare da qualche parte. Oppure possiamo fare mattino girovagando per la città, è un'alternativa anche questa.
Il sabato e la domenica ci dedicheremo alla zona dove abitano loro, tra l'altro hanno stilato una lista infinita di pub e locali dove vogliono assolutamente portarmi, pare che passerò tutto il tempo a bere e mangiare. Il lunedì in teoria dovrei rientrare, dico in teoria perché non ho ancora acquistato il volo di ritorno, ma non posso certo restare per sempre sul divano di mia sorella, oltre al fatto che avrei anche un lavoro a cui dedicarmi.
Per chiudere questo post, che doveva essere sui singoli dell'album prima di trasformarsi in un coso in cui mi esalto per l'imminente viaggio in Scozia, allego i link a tre recenti interviste fatte a Jon riguardo Bright Night Flowers. Ci sono anche un paio di accenni al prossimo disco dei The Fratellis (!), in una intervista dice che uscirà la prossima estate (magari!), ma in un'altra invece afferma che uscirà all'inizio dell'anno prossimo (preferivo l'altra ipotesi).





sabato 24 dicembre 2016

Tra un biscotto e l'altro ricordo di avere anche un blog

Ola!
No, davvero, ormai non so perché mi ostini a tenere un blog se tanto ci scrivo un paio di volte l'anno ad andar bene... ma non addentriamoci in considerazioni che non hanno spiegazione. È così e basta, ho questo blog da tanto e purtroppo negli ultimi anni ci scrivo pochissimo perché non ho mai tempo e quando ho tempo preferisco fare altre cose.
Tanto per fare il punto della situazione delle ultime cose lasciate in sospeso, alla fine sono stata al concerto dei The Who ed è stato bellissimo! Scriverò un post al riguardo? Non lo so, vorrei, ma abbiamo visto come va a finire con i post che "vorrei" scrivere. E comunque, nel caso, prima verrebbero i post riguardo ai concerti dei Foo Fighters e dei Darkness. Oltre agli Who sono stata anche a vedere i The Moons lo scorso novembre. Scoperti, amati e visti nel giro di due mesi scarsi, impressionante cotanta velocità, in media ci metto dieci e passa anni per riuscire a vedere i gruppi che mi piacciono. E per chiudere in bellezza sono già in possesso dei biglietti per Aerosmith e System Of A Down il prossimo giugno a Firenze! I System mi piacciono, ma non sono esattamente quella che si definisce una fan, non conosco benissimo tutta la loro discografia, ma ho intenzione di mettermi a studiare. Gli Aerosmith invece li adoro ed aspettavo da una vita di vederli live, sto già smaniando dall'impazienza
Per il resto non ho grandi novità di raccontare, ho ancora un lavoro e ancora non mi fornisce grossi guadagni (sigh), viaggi pochi, ma questi pochi sono stati un weekend a Parigi e due a Torino (butta via!), niente ferie vere e proprie d'estate, ma mi son comunque fatta i weekend di agosto a Fano.
In questi ultimi giorni invece sono occupatissima con i preparativi per Natale. Occupatissima per modo di dire, ho finito di acquistare regali che era ancora novembre quindi le uniche cose che ho avuto da fare sono stati i biscotti. Gli omini di pan di zenzero quest'anno sono una delusione, prima di tutto ho fatto male a seguire il consiglio della mia vicina ed usare il miele di "scarto". Lei si troverà bene usandolo per cucinare biscotti, ma per i miei omini era troppo zuccherino e cristallizzato, con il risultato che son venuti troppo dolci e ciccosi. Probabilmente va benissimo per biscotti generici, ma non per il pan di zenzero. Se non altro ho imparato cosa evitare le prossime volte. Come se non bastasse le decorazioni glassate son venute uno schifo. A forza di farne (e ormai sono anni che li faccio) pensavo di affinare la tecnica, non di peggiorare! Non ho mai fatto decorazioni così brutte, sono avvilita. 

giovedì 31 marzo 2016

Un post ogni tanto (ma molto ogni) così non mi date per dispersa

Anche se negli ultimi tre mesi non ho mai aggiornato son successe diverse cose, alcune belle, altre meno e molte insignificanti. 
Giusto per accennare la cosa più recente, un paio di settimane fa sono stata a Milano (terza volta in sei mesi, e dire che erano anni che non ci mettevo piede) a visitare la mostra su Alfons Mucha. Che cosa bellissimissima! Uno splendore unico, Mucha mi piace un sacco e vedere dal vivo le sue opere mi ha emozionato tantissimo. E che emozione trovarsi faccia a faccia con l'opera che ho designato come sfondo di questo blog (insomma, potevate arrivarci anche da soli che Mucha mi piacesse un sacco).  Già che ero a Milano e avevo tempo sono andata a vedere la casa dove abitavano la mia bisnonna e sua mamma, peccato che ora sia diventata l'hotel Colombo e non ci sia quindi stato molto da vedere.
Altre mostre per il momento niente, quest'anno Tizia ed io abbiamo dovuto perfino saltare l'ArteFiera causa influenza della sottoscritta.
A parte quest'ultima gita a Milano non me ne sono andata molto in giro, però domani vado a Parigi per il weekend, insieme a mia sorella. La Vale, che ancora per qualche mese abiterà là, gentilmente ci ospita e siamo state fortunate a trovare un volo super  conveniente: 26€ andata e ritorno! 
Come al solito ansia alle stelle per l'imminente viaggio in aereo. Io cerco di farmi coraggio rammentando a me stessa che è più probabile venire uccisi da un asino che rimaner coinvolti in un incidente aereo (ed il mio vicino di casa possiede un asino!), ma niente. Forse perché non è tanto il timore di incidenti a rendermi nervosa, quanto il volare in se, lo stare sospesi per aria. Per dire, io non sopporto neanche funivie, seggiovie, ovovie e compagnia bella e non uso l'ascensore se possibile. Sì, sono una piaga.
Ad ogni modo domani si parte e son contenta, a Parigi ci son stata già altre due volte, ma son più di dieci anni che ci non metto piede.
Al mio  ritorno cercherò di scrivere il prima possibile un post al riguardo e inoltre vorrei un minimo riprendere in mano le redini del blog, nelle bozze ho una marea di roba, sarebbe un peccato mandare tutto in malora!

martedì 29 luglio 2014

La sveglia del tempo

L'altra sera, sistemando e riordinando un po' di roba accatastata nei meandri di casa mia, è saltata fuori la vecchia radiosveglia che usavo intorno ai 14/15 anni.
Dopo averla spolverata l'ho rimessa in funzione ed ho acceso la radio. E cosa trasmettevano? La canzone del Titanic. Insomma, è praticamente rimasta sintonizzata sull'epoca, uguale a come se l'avessi accesa quindici anni fa.
Poi mi è sorto un dubbio: e se fosse una sorta di macchina del tempo e mi avesse riportato nel 1998?
E qui ho cominciato a sudare freddo. Nel senso, una macchina del tempo sarebbe una figata assurda, ma tra tutte le epoche in cui poteva portarmi, proprio la fine degli anni '90 doveva scegliere? 
A parte che non li ricordo come chissà che di speciale, io in quegli anni ci ho vissuto, che interesse potrei quindi avere a visitarli? Ma portami che so, negli anni '60 o nei '70 così mi trasferisco in Inghilterra e vado a vedermi qualche concerto interessante, oppure nei primi del '900 che mi affascinano tantissimo, o meglio ancora portami fra 100 e passa anni, che son curiosa di sapere che ne sarà del genere umano, ma dubito di riuscire a vederlo coi miei occhi.
Poi per fortuna dopo il Titanic non hanno trasmesso le Spice Girls e così son stata certa di non aver fatto viaggi nel tempo. Fortuna anche perché le mie orecchie non le gradivano all'epoca, figuratevi ora.
Ad ogni modo 'sta radiosveglia funziona da schifo, mi sa che la rimetto tra la roba accatastata.

E non è neppure bella!


giovedì 24 aprile 2014

Liegi

La mia cugina più grande frequenta l'università in Belgio, a Liegi per essere più precisi.
Mia sorella ed io, da brave cugine amorevoli quali siamo (e circuite dalla prospettiva di un alloggio gratis) siamo andate a trovarla circa un mesetto fa. 
Il viaggio in se è andato bene a parte la mia inevitabile ansia per gli aerei che ancora non son riuscita a farmeli piacere. E comunque non è che la Ryanair ti aiuti molto in quel senso se quando atterra fa partire la musica della vittoria e ti saluta con parole che non ricordo, ma che suonavano molto come "anche questa volta siamo riusciti ad atterrare sani e salvi, woohoo!". Siamo state brave anche con i trasporti a terra, tra autobus e treni siamo giunte a Liegi senza sbagliare strada. Anche perché se sbagliavamo strada a Liegi mica ci arrivavamo.

Ecco Liegi!
Anche la permanenza è andata di lusso, abbiamo beccato un tempo bellissimo e faceva pure un discreto caldo, mia cugina poi ci aveva organizzato le giornate con grande cura e buona parte del suo programma prevedeva cose fiche come il mangiare e il bere.
La sera del nostro arrivo, optando per una cosa tranquilla da far fare alle nostre membra stanche, ci ha portato al ristorante a gustare la specialità di Liegi: les boulets a la liegeoise. Sono una roba strabuona, tornerei là solo per mangiarne un altro piatto. In pratica sono polpette di carne cotte nella birra e servite con una salsa a base di uvette e prugne. Il tutto accompagnato da ciotolona di patate fritte e birra, altre due specialità del posto. La birra lì costa pochissimo, molto meno dell'acqua, ho perso il conto di quante ce ne siamo scolate durante la nostra permanenza! Da povare se si è in zona la "pecheresse", birra del luogo al sapore di pesca. 
Sempre in tema cibo nei giorni seguenti ci siamo gustate il gauffre originale, il peket (altra bevanda tipica) e le crepe fatte come dio comanda, mica quei surrogati che qui in Italia vendono alle bancarelle delle fiere. Ma l'abbuffata vera e propria l'abbiamo fatta domenica mattina: colazione belga a base di cornetti, pane, burro, marmellate varie e quattro tipi di cioccolato spalmabile *_* 
Grande assente la peche au tonneau, di cui nostra cugina ci aveva parlato tanto, ma che non abbiamo trovato non essendo stagione di pesche. Vorrà dire che faremo un'altra capatina a trovarla in un periodo più consono.
Oltre a mangiare abbiamo passato il tempo visitando Liegi, che è una cittadina molto carina, non avrà chisssà quali monumenti (a parte il Perron per cui tutti vanno pazzi e la statua di Simenon), ma ha degli scorci unici ed un bellissimo parco cittadino sulle rive del Mosa. Molto carina anche l'università, situata fuori città in mezzo al verde e assolutamente da vedere la bellissima stazione di Guillemins, progettata dall'architetto catalano Santiago Calatrava.
Altra "attrazione" turistica è un quadrato nel centro città pedonalizzato con sopra scritto quadrato. Tu lo vedi e dici "embè?", poi ti spiegano che quello è il centro del "Le Carré", un quadrato di strade parallele e perpendicolari piene di locali di tutti i tipi che la sera, specialmente il venerdì ed il sabato, si anima fino a notte fonda. Se si passa da Liegi un'uscita serale per il carré è d'obbligo! Noi non abbiamo girato tutti i locali ovviamente, solo alcuni, ma il più particolare ed interessante è sicuramente il "Pot Au Lait", locale che non saprei se definire tra kitsch, bohemien, dark, eclettico, ma anche un po' blasfemo. Unica sua pecca è che non vi servono cibo. Ma ti consoli con la birra e l'atmosfera.

Alcune foto del Pot Au Lait
Una giornata l'abbiamo trascorsa visitando Maastricht in Olanda, a soli trenta minuti di treno da Liegi. Città interessante, più che altro incentrata sullo shopping da quello che abbiamo visto, ma con molti locali lungo il fiume e una bellissima libreria allestita all'interno di una cattedrale sconsacrata. Non so se perché era domenica o cosa, ma la città era un tripudio di olandesi ubriachi che cantavano. A detta di mia sorella, che ha soggiornato in Olanda qualche estate fa, bere è un'attività che gli olandesi svolgono con piacere fin dalla mattina.
A Maastricht ho giocato a biglie con 'sti tizi. Hanno vinto loro, non c'è stato verso di batterli, erano dei veri duri!
Siamo state a Liegi solo un fine settimana, ma abbiamo avuto modo di fare tante cose e divertirci molto, sparando ogni tanto qualche idiozia e ridendo per cose sceme che vedevamo in giro. Ci han fatto molto divertire vedere una pizzeria chiamata "Tortellino" (mi sa che lì han le idee un po' confuse) e il ristorante "Pomodoro Romano", ma in questo caso eravamo reduci da una serata al Carré, quindi non del tutto lucide.
Ogni occasione è buona per fare le idiote!
Anche la frequentazione della popolazione locale è stata piacevole, i belgi sono molto amichevoli, sempre sorridenti e pronti a venirti incontro se hai problemi con la lingua.
Piccola curiosità: alle macchinette automatiche trovi come di consuesto caffè, cappuccino, cioccolato eccetera, ma non il tè (o bevanda al gusto di tè, come di solito è chiamata). Al suo posto però c'è la minestra calda al pomodoro! Oh, io l'ho presa, voglio dire, quando mai ti ricapita di poter prendere minestra calda alle macchinette mentre aspetti il treno? E devo ammettere che non era nemmno male!

A Liegi hanno qualche problema con i piccioni...

venerdì 21 giugno 2013

Swedish Midsummer

Interessante video riguardo le usanze svedesi sulla giornata di mezz'estate.



Sembrano divertirsi parecchio. E poi con tutti quei laghi e panorami svedesi che si vedono nel filmato mi vien voglia di essere là. Aggiungiamo quindi la Svezia all'elenco dei paesi da visitare, a far compagnia a Finlandia, Norvegia, Scozia, Cornovaglia e Gran Bretagna in generale. E New York, che non avrà molto in comune con i precedenti, ma mi sconfinfera parecchio lo stesso.
Vista però la cronica assenza di dinero non è da escludersi che tutti questi potenziali viaggi rimangano semplicemente relegati alla fantasia :(

In attesa di riuscire a compiere un viaggio in uno dei paese sopracitati 'sta sera festeggio la giornata di mezz' estate andando ad una per metà festa di mezz'estate e per metà festa di compleanno a cui sono stata invitata. Non sono mica una che va alle feste di straforo, io! Insomma,  non sono così audace, ecco.
Si mangerà e si ballerà, e io potrò finalmente farmi insegnare qualche passo di danza popolare dalla mia maestra di fiducia. La settimana scorsa sono stata ad una mazurka notturna al parco senza aver mai ballato prima, tempo di capire come e dove muovere il corpo la musica era già bella che conclusa. La mancanza di esperienza era però compensata dell'entusiasmo.

mercoledì 19 dicembre 2012

Essendo tante le cose da fare alle terme mi vado a trastullare

Il signor Pietro d'Abano
medico nel 1250 e filosofo nel 1315
Il mio pensiero di oggi è quale delle due nuove ricette di biscotti fare per il natale di quest'anno o se in alternativa farle entrambe, se aggiungerci anche i classici biscotti alla cannella o se per un una volta farne a meno. Quel che è certo è che non ci saranno omini di pan di zenzero a rallegrare il desco, personalizzarli con la glassa richiede più tempo di quello che ho.

Il fine settimana scorso, in previsione di questo periodo laborioso, sono andata a rilassarmi ad Abano Terme e a quanto pare mi sono rilassata anche troppo visto che mi sono portata a casa una sonnolenza cronica.

L'albergo non era male, un po' troppo raffinato e ricercato per i miei gusti, proprio a voler trovare il pelo nell'uovo. Che poi, dell'albergo te ne frega relativamente quando passi le giornate a mollo nell'acqua calda della piscina all'aperto beato come nemmeno un macaco giapponese o dentro il bagno turco e la sauna finlandese. Giusto potevano pensare a fare una stanza relax un pelino più ampia che sei lettini per un albergo di trecento e passa stanze non si è mai visto nemmeno nelle visioni di un ubriaco.

Cibo buono, nulla di particolarmente eclatante, ma sempre gustoso e abbondante. Il piatto migliore è stato un antipasto di uova sode con salsa rosa e insalata russa, che da brava copiona probabilmente proporrò per la cena buffet della vigilia a casa degli zii.

Statua di un cavaliere in posa sexy posizionata sul bancone della reception
Nello scrivere su questo blog son sempre stata fissata su certi argomenti, come ormai avrete notato i miei temi più gettonati sembrano essere danza del ventre, film che mi sono piaciuti, Game of Thrones/cronache del ghiaccio e del fuoco, Roger Taylor, cibo incontrato, coppetta e anche qualcos'altro che ora però mi sfugge. Già in questo post ho iniziato ad essere monotematica parlando del cibo, concludo di esserlo elogiando una volta ancora la coppetta che mi ha permesso di godermi appieno le terme come se il ciclo non lo avessi. Ah, sono anche diventata pro nel vuotarla, sono   lodevolmente riuscita a compiere l'impresa in un lercissimo bagno di un altrettanto lercio treno super traballante, fuck yeah!

domenica 29 aprile 2012

Venezia

Davvero molto bella e interessante la mostra, due ore passate ad ammirare opere bellissime!
Devo ammettere che quel "la più grande mostra" capeggiante sui manifesti ti induce ad aspettarti qualche cosa di più grosso, ma qui è stata colpa della pubblicità che ha gonfiato un po' troppe le aspettative. La mostra è di tutto rispetto e tutt'altro che deludente, sarebbe proprio da incontentabili trovarla tale.

Dentro la mostra non si poteva fotografare, quindi tutto quel che vi beccate è la foto del manifesto fuori dalla stazione
Venezia sempre bellissima, pomeriggio passato a perdersi per le calli, lontano dalla folla, dai banchetti di souvenir e dai ristoranti sfacciatamente turistici di piazza San Marco e dintorni, per cercar di vedere quella che è la Venezia di tutti i giorni, fatta di persone impegnate nelle proprie attività quotidiane.

Essendo a Venezia il fruttivendolo sarà, molto logicamente, galleggiante

Giustamente mi stanno guardando con l'espressione del "che cazzo vuoi?"
Durante le nostre peregrinazioni ci siamo imbattuti in quella che è la libreria dei miei sogni: ammassi su ammassi di libri usati, sono entrata a dare un'occhiata, ma poi mi hanno trascinata via prima che fosse troppo tardi, sarei stata capace di restarci una giornata intera. 

E' questa è solo una minima parte
Tra gli altri negozi degni di nota questo che vendeva la più vasta collezione di merchandise sui Beatles che abbia mai visto. Dai classici poster alle "non credevo esistessero" palline per l'albero di natale, passando per sveglie, portasigarette, sottobicchieri, calzini e un'infinità di altre cose, anche roba originale degli anni '60, insomma, il paradiso del fan(atico). 

Ammetto però che la bambola di George Harrison sulla sinistra sia alquanto inquietante
Ancora tante cose della città che non son riuscita a vedere... urge quindi tornare a Venezia il prima possibile :) 


domenica 6 novembre 2011

Posti da vedere

Devo ricordarmi di visitare il Parco di Vigeland se mai andrò ad Oslo.
Sembra interessante, dalle foto che si trovano su google le sculture paiono molto belle.
E particolari.
Soprattutto questa:

Uh?
Cos'è, un uomo che lotta contro piccoli assalitori o semplicemente uno che odia i bambini?

giovedì 2 giugno 2011

Oh, guarda, un elefante!

Prendere l'aereo è stata sicuramente un'esperienza interessante, ma di certo non è il mio mezzo di trasporto preferito. Se ci fosse stato Dede con noi avrebbe potuto mettermi a mio agio descrivendomi le varie fasi del volo con la voce di Topolino. In compenso ci siamo date forza ripetendo fino allo sfinimento il mantra "la gente è pettegola... spia!" (un grazie a Jacopo per questo).
In quanto alla Germania... bella, molto bella, molto verde, molto interessante, molto pulita, molto ordinata e molto cibo :D
Il più bel gioco per bambini che abbia mai visto! E non si trovava in un parco, ma in un angolino verde a fianco del marciapiede in città a Dortmund...
Bici a Munster. Decisamente i tedeschi biciclettano molto
Un biergarten, ovvero "giardino della birra". Dal nome sembra un posto molto mistico e direi che lo è anche, visto che principalmente vi viene consumata birra
La mia succulenta cena tedesca
Un'ordinatissima fila tedesca. 
Una fontana o qualche cosa del genere a Colonia. Bella, vero? E l'acqua non era nemmeno sporca di piccione
La bellissima libreria di Dortmund *_*
Il mojito delle cinque. E questo è solo il primo... (si prega di notare le dimensioni del bicchiere: una roba del genere per quattro euro qui in Italia ce la sogniamo)
Guai a camminare sulla pista ciclabile! Alto è il rischio di venire travolti e/o  guardati con aria incredula
Il banchetto dei dolci al mercato di Dortmund *_* Porzioni gigantesche di torte che hanno costituito una delle nostre colazioni. E dall'altro lato innumerevoli panini ricoperti di semi che hanno invece costituito il nostro pranzo
Particolare della sezione vetri del Kunstmuseum di Dusseldorf. Merita davvero una visita!
Dal canto nostro abbiamo fatto del nostro meglio per farci notare: oltre a finire inevitabilmente per camminare sempre sulla pista ciclabile (sembrava una stradina!), abbiamo intonato "Zuppa Romana" ogni volta che ci sembrava opportuno (cioè sempre, e soprattutto quando passavamo davanti al locale "Rigoletto"), ci siamo intrattenute in pettegolezzi con un manichino, commentato a voce alta qualsiasi cosa e persona (tanto non ci capivano... spero), fatto la conoscenza di bevande disgustose chiamate "Mezzomix", fotografato qualsiasi stupidaggine, smarrito la strada per l'albergo e tante altre cose :P

martedì 22 febbraio 2011

Una passeggiata nei boschi... con le ciaspole

Questo fine settimana insieme a mia mamma ho partecipato ad uno dei viaggi organizzati dalla sua sede di lavoro, destinazione Recoaro Terme, per un fine settimana all'insegna delle ciaspole. Non vi dico quanto mi sono divertita!
Si è iniziato venerdì, giorno del nostro arrivo, dopo cena la guida ci ha portato subito a fare un breve giro lungo il Sentiero Dei Grandi Alberi. E' stato molto affascinante ciaspolare nella notte, con l'aria fredda che ci pizzicava le guance e la luce di una meravigliosa luna piena a rischiararci la via.
Sabato invece tutto il giorno su per monti sotto un cielo limpidissimo (fortuna che la guida aveva degli occhiali da sole da prestarmi, io pirla avevo lasciato a casa i miei) e una volta giunti al rifugio pranzo al sacco con il cestino preparatoci al mattino dall'albergo.
Ma la cosa più bella e interessante l'abbiamo fatta domenica mattina. Chi di noi aveva voglia (pochissimi, ma peggio per loro) si è potuto unire ad un altro gruppo per partecipare ad una ciaspolata di stampo naturalistico/ambientale tra i boschi di Recoaro Mille, tra l'altro la leggera nevicata che scendeva quel giorno rendeva il tutto molto suggestivo e incantevole. 
La guida (simpaticissima, oltre che molto competente) ci ha mostrato le caratteristiche e le particolarità delle piante man mano che le incontravamo, spiegandoci come riconoscerle e arricchendo il tutto con curiosità e interessi di stampo culturale. Ad esempio ci ha spiegato il perché della presenza di numerosi tigli: verso l'anno mille discesero i cimbri dalla germania e secondo le loro credenze religiose il tiglio era un albero sacro. Sempre in relazione alla loro fede si rifanno inoltre molti toponimi del territorio: ad esempio la Val Frenzela è l'italianizzazione di Freyentaal, ovvero località dedicata alla dea Freya.
Oltre l'aspetto floristico abbiamo trattato anche quello faunistico: ci è stato mostrato il giaciglio di un capriolo, negli alberi abbiamo visto i fori eseguiti dai picchi e ci è stato spiegato quanto questo volatile sia utile all'ecosistema, ci è stata insegnata la differenza di forma del singolo pelo di tasso da quello di altri animali e sempre del tasso si è parlato della sua vita sociale e della sua dimora; più tante altre cose che ora non sto qui ad elencare altrimenti non la finisco più.
Il soggiorno è stato più che piacevole, l'albergo era assai confortevole e il personale molto disponibile, oltre che cordiale. C'era a disposizione perfino la sauna, dopo la ciaspolata di sabato ne abbiamo approfittato tutti, per poi concludere con bagno caldo in vasca idromassaggio all'aperto sul tetto, circondati dalle cime innevate.
Per non parlare poi del cibo! Ci siam fatti delle mangiate che non vi dico, tra polenta con baccalà, faraona ripiena, pasta con zucchine e anitra, involtino di asparagi (solo per dirne alcuni) e colazioni principesche ci siamo rimpinzati a dovere. Insomma, ci hanno trattato davvero bene!
La cittadina in sè invece non mi ha entusiasmato più di tanto, alcuni edifici d'epoca con i terrazzini liberty erano davvero belli per carità, ma c'erano anche delle case molto brutte, inoltre un po' per il periodo (bassa stagione) un po' che buona parte del paese era trascurato e abbandonato a se stesso, l'aria che si respirava era piuttosto deprimente. Però devo dire che quelle antiche ville senza più vita  infondevano anche una vaga aura stranamente attraente di decadenza mista a nostalgia.
Villa Margherita... bellissima e abbandonata :(
Nel caso a qualcuno interessasse allego i link del sito delle guide (dove potete trovare le attività in programma), il sito di Recoaro Terme e il sito del nostro albergo.

domenica 26 aprile 2009

Non è tutto olio quel che unge

L'altro giorno (oddio, era poi il giorno di Pasqua, quindi non tanto più "l'altro" a dire il vero...) guardavo una chiesetta, davvero carina devo ammettere, ed ho visto, proprio lì a fianco dell'edificio, un olivo piuttosto grosso. Che poi, non è che fosse particolarmente grosso, diciamo che era piuttosto grosso per essere un olivo, ecco.
Solo che questo olivo aveva qualche cosa di strano, a mio parere. Insomma, a dirla tutta, aveva due o tre particolari che non assoceresti ad un olivo e la cosa mi pareva alquanto curiosa.
Poi ho scoperto che non era un ulivo, ma un leccio.

lunedì 15 settembre 2008

Appunti di viaggio: Sardegna

So, che titolo dal sapore importante...
Comunque sia ecco qui, con una velocità fuori dal comune (in senso negativo però), un piccolo e inutile resoconto del mio viaggio in Sardegna, dove io, la mia famiglia e i miei cugini Francesca ed Emilio abbiamo alloggiato nella casa delle vacanze di mio zio (che però non è il padre dei due cugini precedenti ^^). Il viaggio è stato molto bello e piacevole, alla fine sono contenta di esserci andata :D


Mercoledì 3 settembre 2008

Alle 23.30 ci partiva il traghetto da Livorno. Non appena Emilio e Francesca sono giunti a casa nostra e una volta conclusa la riunione di calcio che Giò aveva con la sua squadra, siamo partiti armati di bagagli e cestino sacro, ovvero il cestino contenente la cioccolata e altre gustose schifezze indispensabili per affrontare il viaggio in auto.
A Livorno seguendo il cartello “porto” si arrivava ovunque tranne che lì. Fortunatamente dopo un po’ di peregrinazioni l’abbiamo trovato, anche perché non passava inosservato, con tutte quelle navi attraccate. Essendo arrivati con un’ora e mezza d’anticipo abbiamo potuto accaparrarci i posti migliori, ovvero il divanetto con la moquette nell’area bimbi. L’unica cosa che ci preoccupava era il televisore con i cartoni dei Looney Tunes, temendo che non venisse spento e ci toccasse sopportare Beep Beep per tutta la notte, cosa che fortunatamente non è successa.
I miei invece hanno preferito dormire sui divanetti del bar. Peggio per loro perché si son dovuti sorbire la televisione accesa e sintonizzata su canale 5 per tutto il tempo.

Giovedì 4 settembre 2008

Alle quattro e mezzo o qualche cosa del genere ci siamo alzati e, con l’aspetto di mummie prese a bastonate, ci siamo ammassati tutti ai tavolini del bar. Qui abbiamo atteso che il traghetto attraccasse guardando canale 5, dove avranno trasmesso venti volte di seguito il notiziario della mattina.
Finalmente sbarcati ad Olbia, ci siam diretti verso la casa mio mio zio, che si trovava (e presumo si trovi ancora, a meno che non sia stata demolita, ma non vedo perché) a Mandriola, dall’altra parte dell’isola. A metà mattinata abbiamo fatto una sosta per fare una colazione decente a Siniscola. Qui finiamo in un bar dove, stando ai patacchini alle pareti, tifavano Milan e avevano un televisore sintonizzato anch’esso su canale 5 -___-
Per l’ora di pranzo finalmente arriviamo a Mandriola, sotto comune di Riola Sardo, in provincia di Oristano e vicino a Putzu Idu. A poca distanza c’era pure un paese chiamato Su Pallosu, che dato il nome non abbiamo osato visitare. Giunti a destinazione ci siamo catapultiamo con armi e bagagli dentro la casa, edificio dipinto dal proprietario precedente con uno strano colore rosso a macchie (purtroppo nessuno ha avuto la sagacia di fare una foto e non posso mostrarvi il capolavoro di pittura).
Questo fatto comunque non ci ha sconvolto più di tanto e soprattutto non ci ha impedito di pranzare, dormire per riprenderci e infine andare in spiaggia a sguazzare nell’acqua.

Venerdì 5 settembre

La mamma ed io, uniche ad essersi alzate ad orari decenti, siam partite per una camminata di un’ora e mezza fino a Capu Mannu e ritorno. Durante il viaggio abbiamo affrontato delle lucertole giganti, incontrato alcune persone che avevano avuto la nostra stessa idea, osservato un uccello strano che sembrava un incrocio tra un falco e un pappagallo, trovato uno schermo gigante montato in mezzo al nulla (e che ancora non siamo riusciti a capire a che servisse) e ammirato una scogliera a picco sul mare che a entrambe ricordava un celebre video dei Cure.
Tornate a casa (dove nessuno ci aveva preparato la colazione) abbiamo trovato un geko morto nel cortile, probabilmente portatoci da o un gatto o da qualche burlone. Il geko è poi rimasto sul vialetto per tutta la vacanza, smontato pezzettino per pezzettino dalle formiche mentre noi, periodicamente, ne osservavamo la decomposizione. E’ stato un interessante osservazione scientifica, dico sul serio.
Niente di particolare per il resto del giorno, ozio totale al mare (dato che siamo andati in Sardegna apposta mi sembra il minimo), un’ora passata a maledire internet nel tentativo di aggiungere un post su questo blog e guardato uno speciale sui Queen in televisione dopo cena (durante il quale mio padre e mio cugino sono rimasti piacevolmente folgorati da Roger Taylor in abiti femminili XD)

Sabato 6 settembre

Sabato abbiamo deciso di fare qualcosa di diverso e anziché tornare nuovamente alla spiaggia di Mandriola ci siamo diretti a Sa Mesa Longa, dove la spiaggia e il mare erano molto più belli. C’erano molte scogli (motivo per cui precedentemente avevamo fatto una sosta a comperare le scarpine apposite) e anche molti animali, particolarmente pesci, cosa che immagino non avreste mai creduto.
Nel pomeriggio ne se siamo andati un altro po’ in giro, prima allo stagno di Càbras a fare del birdwatching moooolto da dilettanti. Abbiamo visto qualche airone e un gregge di pecore accompagnate da un pastore in motorino (comoda la vita!).
Dopo aver appreso come avvenga la locomozione dei pastori moderni, ci siamo diretti alla spiaggia di Arrutas, detta anche la spiaggia di riso, per via della sua sabbia che sembra riso, per l’appunto. Qui c’era il mare mosso e io Angela e Francesca ci siamo lasciate sbattacchiare in giro dai cavalloni. Anche volendo tentare di smettere era difficile, una volta atterrate violentemente sulla spiaggia la corrente ci riportava in mare con un risucchio impressionante, senza contare che, tempo di riprendere fiato e rimettere a posto il costume che nel frattempo se ne era andato ovunque, era già arrivata un’altra onda e si ricominciava daccapo.
Chi ha apprezzato particolarmente questo gioco è stato un gruppo di ragazzi lì in spiaggia che all’inizio giocava a pallavolo, per poi smettere progressivamente man mano che i costumi minacciavano di abbandonarci, cosa che comunque non è successa :-)

Domenica 7 settembre

Dato il divertimento del giorno precedente alla mattina siamo tornati ad Arrutas, sempre a fare le deficienti sui cavalloni, cosa che quel giorno facevano praticamente tutti, mentre nel pomeriggio ci siamo accontentati della spiaggia vicino a casa. Alla sera con un botto di fortuna siamo riusciti ad evitare il film di Boldi e DeSica che Emilio voleva farci vedere.

Lunedì 8 settembre

Questa giornata l’abbiamo dedicata al vagabondaggio. La prima tappa è stata Bosa, bella cittadina, dove abbiamo spaventato gatti, disturbato cani ringhiosi e, soprattutto, cercato una pasticceria. E’ stata un’impresa difficile, la prima che abbiamo trovato (con l’invitante insegna “Pane e dolci” o qualche cosa di simile) potrebbe essere considerata la bottega più vuota del mondo, dato che conteneva un paio di panini e nient’altro. La seconda invece è stata molto più soddisfacente :D
Divorati i nostri acquisti ci siamo diretti ad Alghero, vicino a Capo Caccia, a vedere il panorama, poi ci siamo infine accampati ad una spiaggia di Torre del Porticciolo. Qui il mare era davvero bello, con talmente tanti pesci che sembrava di nuotare in un acquario. Questa spiaggia ci è piaciuta così tanto che siam rimasti lì fino a tarda sera, per poi andare in una pineta lì vicino nel tragicomico tentativo di cambiarci d’abito. Riusciti bene o male a metterci qualche cosa di decente indosso siamo andati a cenare ad Alghero, bellissima cittadina che ricordava vagamente la città francese di Saint Malò (o forse è quest’ultima che assomiglia ad Alghero, non saprei). Per quel che mi riguarda ho cenato con un ottimo piatto di straccetti ai gamberi e zucchine.

Martedì 9 settembre

Essendo la sera precedente tornati ad un’ora estremamente tarda, ce ne siamo rimasti buoni buoni a casa, trascorrendo la giornata nella spiaggetta di Mandriola. Sia il mare che il tempo erano decisamente belli, non so se fosse più limpido il cielo o l’acqua.
Per il resto la cosa più eccitante della giornata è stato l’essere inseguita da un gatto dall’aria particolarmente feroce.

Mercoledì 10 settembre

Il giorno del ritorno.
Pulita e messa in ordine per bene la casa, in modo che così mio zio ci permetta di ritornarci, e salutato il nostro amico geko morto (ormai ridotto a un misero stratino di pelle esterna senza più traccia di qualsiasi cosa all’interno) abbiamo ricaricato l’auto e siamo partiti in direzione di Olbia.
Siccome qualsiasi programma radiofonico ci ricordava dell’esperimento del Cern che si teneva quel giorno e ci facevano venire delle paranoie assurde, siamo andati a far colazione in una rinomata pasticceria di Riola Sardo, così se anche fossimo finiti in un buco nero ci saremmo andati con lo stomaco pieno (e di cose veramente buone per di più).
Per il resto nulla di veramente degno di nota. Ad Olbia abbiamo preso il traghetto per poi arrivare a Livorno verso le 23 o qualche cosa del genere. Durante lo sbarco mi sono addormentata con un iPod spento in mano, risvegliandomi due ore dopo nella stessa posizione in una stazione di servizio, dove c’eravamo fermati a cambiare le lampadine dei fanali che avevano avuto la bella pensata di fulminarsi. Io comunque in quel momento non capivo nulla ed ero convinta che stessimo sostando sull’argine di un fiume.

Purtroppo non riesco ad allegare foto significative a questo post (e non ho nemmeno voglia di ridurle e tutti quei giri lì), non appena la connessione ricomincerà ad andare anche solo vagamente decentemente le aggiungerò al photoalbum del live space (l'unico motivo per cui quel live space esiste ancora).

martedì 2 settembre 2008

Sardegna

Abbiamo finito di dipingere l’ingresso. Alla mamma il risultato non piace. Lo so che non sta bene dire “l’avevo detto”, ma io lo dico lo stesso: l’avevo detto! L’avevo detto che quel colore non era adatto, ma cosa pensavo io pareva non interessare a nessuno; se non altro posso affermare tranquillamente di non avere nessuna colpa se ora l’ingresso ha un colorito strano.

Domani parto per la Sardegna, con destinazione casa recentemente acquistata da mio
zio, dove ci soggiorna più il resto della famiglia che lui (che branco di approfittatori…). In principio, spinta da una strana e inspiegabile voglia di studiare, avevo deciso di non andarci, ma poi la mamma ha messo su il muso e ha detto che poi ci rimaneva male se non andavo. Bisogna comunque ammettere che non ci voleva di certo il mago della persuasione per farmi cambiare idea. Dopotutto non sono messa troppo male con gli esami che sto preparando ed ho altre due settimane per ripassare una volta tornata, senza contare che forse combino qualche cosa pure in Sardegna (si, beh, molto forse).

Tra l’altro ho pensato che, metti caso dovessero avverarsi le previsioni degli scienziati più pessimisti e il Cern di Ginevra ci fa finire sul serio in un bel buco nero (ma senza scomodare il Cern di Ginevra, basta anche un pullman che mi passi sopra, o una sparatoria tipo Far West o molto più semplicemente l’ascolto di un disco di Gigi D’Alessio) di gran lunga preferisco aver passato queste ultime settimane d’estate a spassarmela in Sardegna che non tappata in casa a studiare. Quando poi non passerò gli esami ne riparleremo XD <---che rido a fare poi non so…
Il traghetto parte verso le undici di sera, quindi, sconvolgimenti spazio temporali a parte, viaggeremo di notte. Non ho mai viaggiato in traghetto di notte, in compenso però l’anno scorso, durante la navigazione verso l’Elba, ho fatto ridere tutti i marinai con la “comicissima” scena di me che perdo un pezzo di suola da uno zoccolo. Quei marinai dovevano essere veramente a corto di divertimento.
Facendo le valigie ho scoperto di non avere le scarpine per camminare sugli scogli. Oh beh, mal che vada mi taglierò i piedi. Quello che più mi preme ora è trovare il modo di riuscire ad infilare due dischi dei T. Rex dentro un i-pod stipato all’inverosimile.