martedì 2 settembre 2008

Sardegna

Abbiamo finito di dipingere l’ingresso. Alla mamma il risultato non piace. Lo so che non sta bene dire “l’avevo detto”, ma io lo dico lo stesso: l’avevo detto! L’avevo detto che quel colore non era adatto, ma cosa pensavo io pareva non interessare a nessuno; se non altro posso affermare tranquillamente di non avere nessuna colpa se ora l’ingresso ha un colorito strano.

Domani parto per la Sardegna, con destinazione casa recentemente acquistata da mio
zio, dove ci soggiorna più il resto della famiglia che lui (che branco di approfittatori…). In principio, spinta da una strana e inspiegabile voglia di studiare, avevo deciso di non andarci, ma poi la mamma ha messo su il muso e ha detto che poi ci rimaneva male se non andavo. Bisogna comunque ammettere che non ci voleva di certo il mago della persuasione per farmi cambiare idea. Dopotutto non sono messa troppo male con gli esami che sto preparando ed ho altre due settimane per ripassare una volta tornata, senza contare che forse combino qualche cosa pure in Sardegna (si, beh, molto forse).

Tra l’altro ho pensato che, metti caso dovessero avverarsi le previsioni degli scienziati più pessimisti e il Cern di Ginevra ci fa finire sul serio in un bel buco nero (ma senza scomodare il Cern di Ginevra, basta anche un pullman che mi passi sopra, o una sparatoria tipo Far West o molto più semplicemente l’ascolto di un disco di Gigi D’Alessio) di gran lunga preferisco aver passato queste ultime settimane d’estate a spassarmela in Sardegna che non tappata in casa a studiare. Quando poi non passerò gli esami ne riparleremo XD <---che rido a fare poi non so…
Il traghetto parte verso le undici di sera, quindi, sconvolgimenti spazio temporali a parte, viaggeremo di notte. Non ho mai viaggiato in traghetto di notte, in compenso però l’anno scorso, durante la navigazione verso l’Elba, ho fatto ridere tutti i marinai con la “comicissima” scena di me che perdo un pezzo di suola da uno zoccolo. Quei marinai dovevano essere veramente a corto di divertimento.
Facendo le valigie ho scoperto di non avere le scarpine per camminare sugli scogli. Oh beh, mal che vada mi taglierò i piedi. Quello che più mi preme ora è trovare il modo di riuscire ad infilare due dischi dei T. Rex dentro un i-pod stipato all’inverosimile.

1 commento:

Elisa ha detto...

Mi piacciono le tue riflessioni filosofico-esistenziali... ^^
Di nuovo buon viaggio, poi ci racconterai!!
Baci.