martedì 7 marzo 2017

Cronaca di una giornata no

Ieri era il sei di marzo. 
Nulla da dire contro il sei di marzo in se, però il sei marzo di ieri è stato abbastanza deludente. Non dico schifoso perché le giornate schifose sono altre e ben più drammatiche, ad ogni modo quella di ieri poteva comunque essere meglio sotto tanti aspetti.
Tanto per cominciare era lunedì. Ad essere sincera non è che mi stia poi così antipatico il lunedì, ma nell'immaginario comune il lunedì è tipo l'anticamera dell'inferno, quindi fa effetto cominciare con un "era lunedì".
Appena alzata la prima sorpresa. Uno dei tre cani di famiglia, Lola, per motivi che non vi sto a spiegare, è da qualche giorno costretta a dormire in casa la notte. E ieri mattina ha usato il corridoio come gabinetto. E così mi è toccato inaugurare il lunedì mattina lavando pavimenti. 
Tra una pulizia e l'altra ho fatto tardi e non ho avuto tempo di fare colazione, mi sono mangiata solo una semplice e misera fetta di pane al volo mentre uscivo di casa.
Il lunedì al lavoro è uno dei giorni più pesanti: ricomincia il tran tran, c'è da sistemare dopo weekend,  i clienti sono più pesanti e i call center più insistenti nel romperti le balle. In più ieri la banca mi ha contattata per ricordarmi di diversi pagamenti in scadenza, quindi c'era pure da dare una controllata alle entrate, cosa che mette sempre molta gioia. 
Poi ci si sono messi i Franz Ferdinand che fanno sì cose intelligenti come fissare due concerti in Italia, ma ne hanno organizzato uno ad Empoli e l'altro a Lignano (ma che cribbio di posti sono andati a scegliere!?), quindi direi che molto probabilmente pure a 'sto giro me li perdo (sì, lo so che son venuti a Bologna una volta, ma io lo venni a sapere solo in seguito e comunque all'epoca ancora non li ascoltavo, credo di essermi procurata un loro disco solo pochi mesi dopo. Sempre un tempismo perfetto il mio).
Infine la cosa veramente drammatica, il fatto che ha reso la giornata di ieri particolarmente no: è rispuntato fuori il disoccupato rompi.* 
Erano mesi che non lo si vedeva in giro e tutta la città gioiva e festeggiava. Stavo benissimo senza averlo tra i piedi e non sentivo minimamente la mancanza della sua rompitudine. Quando ieri l'ho visto sulla porta mi sono sentita sprofondare in un abisso di disperazione. Tra l'altro l'ho guardato così male che mi meraviglio non sia morto fulminato sul posto. Già mi immagino lo sconforto e le lacrime di tutti gli altri negozianti del quartiere, nessuno lo poteva soffrire e loro se lo sono sorbito molto più a lungo della sottoscritta.

La mia prima reazione alla vista del disoccupato rompi

Il resto della giornata è trascorso tra un sacco di faccende da svolgere e non mi son fermata un attimo, aggiungici poi il cliente stressante al telefono che ha chiamato tre volte per chiedere sempre le stesse cose. 
Per concludere degnamente sono tornata a casa con un mal di testa tremendo, tanto che questo post mi è toccato scriverlo oggi. 

* chi o cosa è il disoccupato rompi. Come dice la parola stessa è un disoccupato. Che rompe. È un tizio che non ha nulla da fare se non ciondolare negli esercizi commerciali stando tra i piedi e facendo commenti inutili, per non dire stupidi. Non puoi nemmeno farci due chiacchiere perché la sua intelligenza è ai livelli dello scemo del villaggio (solo che dello scemo del villaggio non ha la tenerezza e simpatia che spesso contraddistinguono questi personaggi). Il più delle volte si lamenta di non avere un lavoro, salvo però non cercarne mai uno perché non ha voglia di andare all'ufficio di collocamento o semplicemente non ha voglia di cercarlo e comunque praticamente tutti i lavori richiedono sacrifici troppo grossi (come il non poter pranzare a casa). A volte elenca le cose che vorrebbe fare (molto banali), ma che non può fare perché non ha tempo (eh, in effetti stare le ore nei negozi a far niente ne porta via così tanto). Il problema è che non riesci a cacciarlo via perché effettivamente non fa nulla di male, puoi tentare di fargli capire che non è persona gradita trattandolo con freddezza e scostanza, ma è inutile perché non comprende (o non vuol comprendere, il risultato è uguale). Nemmeno farsi vedere impegnati e affaccendati serve a qualcosa, visto che resta tra i piedi anche quando sei pieno di clienti e stai correndo da tutte le parti. L'unica sarebbe mandarlo a quel paese senza tante cerimonie, ma purtroppo non riesco ad essere così sfacciata e comunque non sarebbe cosa carina da farsi davanti agli altri clienti. E, a dire la verità, non sono nemmeno così sicura che possa funzionare. Per concludere, da quello che mi è stato "raccontato" (ma che non posso riportare, sorry) posso dire che è pure un pezzo di merda. 

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