mercoledì 6 maggio 2009

Fantasmi fantasmagorici

Per festeggiare la mia prima connessione tramite wi-fi (infatti sto postando questa roba mentre me ne sto tranquillamente spaparanzata su una poltrona della biblioteca Sala Borsa) oggi vi parlo dei fantasmi.

Tanto per cominciare, un fantasma, per forza di cose, non ha corpo. Se avesse un corpo non potrebbe proprio essere un fantasma, quindi fin qui credo siamo tutti d’accordo. Se ne deduce quindi che i fantasmi siano pure immateriali (almeno, se corpo uguale materia allora non corpo uguale immateria. L’educazione fisica però non c’entra).

Data questa loro particolare natura di essere immateriali i fantasmi possono, oltre a non avere interesse per i soldi, fare cose comode e interessanti come passare attraverso muri, soffitti, pavimenti, griglie per arrosti, binari ferroviari chiusi, entrare ai concerti senza pagare, non dover aspettare l’ascensore e chi più ne ha più ne metta. Allo stesso modo però gli oggetti possono passare attraverso loro! Quindi, se volessero fare un viaggio, ma anche solo andare da qualche parte, sarebbero messi proprio male.

Mettiamo caso ad esempio che un fantasma voglia andare, che so, a Milano per mezzo del treno. La mattina della partenza si alza bello bello, pieno di gioia ed allegria, carico di aspettative si dirige in stazione e sale sul suo treno. Già si pregusta il viaggio, che trascorrerà leggendo un libro oppure tentando di completare una difficile cornice concentrica quando ecco che il treno parte, gli passa attraverso e lo lascia lì! E la stessa cosa vale per ogni mezzo di trasporto, che sia auto, aereo, nave, shuttle, macchinina degli autoscontri, il fantasma sarebbe sempre impossibilitato dall’usarlo.

L’unica alternativa per il povero fantasma, a questo punto, sarebbe andare, come volgarmente lo chiameremmo noi ancora vivi e muniti di corpo, a piedi. Pure qui piccolo problema. Anche senza essere dei super ferrati in fisica (e vi assicuro che io non lo sono) si sa benissimo che ciò che ci permette di camminare e quindi di muoverci non sono le scarpe bensì la forza d’attrito. Se i nostri piedi non facessero attrito con il terreno col cavolo che ci muoveremmo. Però il fantasma non avendo materia su cosa lo fa l’attrito? Su nulla! Quindi non può muoversi! E se si muovesse non potrebbe fermarsi (visto che un copro dotato di movimento mantiene la sua velocità, sempre che non incontri ostacoli o il semaforo rosso). Tutto questo spiega perché i fantasmi nel nostro immaginario schizzino come indemoniati da una parte all’altra ululando di terrore: voi non urlereste di terrore se costretti a volare all’infinito, magari a velocità degne di un jet, senza potervi mai fermare?

Quello che però non è chiaro, è come mai nel nostro immaginario i fantasmi si muovano, dato che come abbiamo appena appurato per loro è proprio impossibile partire. L’ipotesi più accreditata, formulata dopo attente riflessioni al pub il venerdì sera, è che il movimento acquisito al momento della morte si protragga nella futura condizione ectoplasmica. Ovvero, se si muore fermi, il proprio fantasma sarà di conseguenza fermo (niente Milano quindi), se invece si muore a una velocità di cento all’ora il proprio fantasma viaggerà a quella velocità per il resto dell’eternità.

Occhio però, che sempre per l’assenza di attrito, oltre a non potersi fermare, il fantasma non potrà nemmeno curvare, viaggerà sempre e solo in linea retta. Fino ai confini dell’universo, per poi ricompiere tutto il tragitto, se questo è curvo, ma anche se fosse piatto, dato che, a mio parere, vale la regola del labirinto magico (la tessera che cade da un lato rientra dal lato opposto). Fate ben attenzione dunque a quale velocità morire e soprattutto verso quale direzione. Se il sogno della vostra vita fosse visitare Parigi, ma la fine della vita arrivasse prima dell’inizio del sogno, non tutto è perduto. Basta che moriate rivolti verso Parigi e con la velocità giusta per giungervi e visitarla. Niente velocità supersoniche quindi, altrimenti a Parigi si ci arrivate, ma ve ne andate anche subito.

Rimane solo una cosa. Molti hanno da ridire su queste dissertazioni e avanzano critiche infantili (e pure piuttosto noiose devo dire) del tipo ma i fantasmi non esistono” e se tu gli chiedi "Ohibò, e perché dici tali cose?” ti rispondono “Io non li ho mai visti”. Insomma, non facciamo i bambini. Ci sono tante cose che nella vita non vediamo, ma non per questo ci sogneremmo mai di dire che non esistano. Ad esempio, io sinceramente non ho mai visto i netturbini del porta a porta che mi vengono a prendere l’indifferenziato il venerdì mattina alle cinque, ma presumo esistano visto che quando mi alzo l’indifferenziato non c’è più.

Se i fantasmi non si vedono c’è un motivo più che logico, al punto tale da rasentare l’illogicità. Ebbene, non avendo un corpo fatto di materia, direi che un fantasma non possa nemmeno riflettere la luce e se ai nostri occhi non arriva la luce riflessa da un oggetto non vediamo proprio l’oggetto in questione (con questo non è che voglia considerare un rispettabile fantasma un mero e insignificante oggetto, sia chiaro). Quindi, semplicemente, non è che i fantasmi non esistano, solamente non si vedono. E se li vedete vuol dire che è ora che limitiate l’uso di sostanze stupefacenti, o al massimo limitare l’assunzione di alcolici, che poi vi tocca pure pagar loro lo stipendio.


Un fantasma piuttosto famoso...

2 commenti:

Elisa ha detto...

Dunque, a parte la mia perplessità su come faccia il fantasma ad andare alla stazione... ma in fondo potrebbe essere parte dell'ipotesi fatta per assurdo, e quindi te la passo...
Comunque devo dire che hai notevolmente perfezionato (e organizzato in un discorso dotato di una sua logica... e chi se ne importa se è una logica delirante, l'importante è che fili! ^^)la tua teoria dei fantasmi... wow, ormai anche questa è entrata a far parte delle "teorie filosofiche della Mary", insieme a buchi, paradossi spazio-temporali e simili.
Ti manca solo di riunire il tutto in un'unica teoria... che so io, i buchi spazio-temporali per fantasmi... i temporali e i fulmini... gli ombrelli del tempo (sia meteo che non)...
E soprattutto: la conclusione è degna di un premio, non so se Oscar o letterario... ma comunque un premio ci vuole!!
XD
(che poi non so... come mai tutti vogliono portare via il premio al povero signor Oscar, ma dico io...)

Sara ha detto...

la teoria dei fantasmi è interessante e spiega dove andiamo una volta morti e se ci andiamo:dipende se moriamo fermi o in movimento,xd. sono d' accordo:se non vediamo i fantasmi non significa che non esistano.
è tanto tempo che non commentavo e sono felice di farlo ora,w la connesione wi-fi!( anch'io c'è l' ho.)